La manifestazione
LA FINANZIARIA
Questa manovra è una stangata per le famiglie
◗
Paolo Borghi 2 MINUTI DI LETTURA
Sento la necessità di intervenire in quanto la manovra finanziaria che ad oggi viene presentata in parlamento oltre a rappresentare una vera e propria stangata per le famiglie e il ceto medio in generale, rappresenta altresì la pietra tombale del federalismo. Questo perché in termini assoluti si vanno a tagliare risorse agli enti locali per 1,7 miliardi che si aggiungono alle manovre degli anni precedenti con la consapevolezza che saranno poi loro a mettere nuovamente le mani in tasca ai cittadini: lo sblocco delle addizionali Irpef previsto per il 2012 a fronte dell'ennesimo taglio rappresenta da un lato la logica con cui si fanno le cose: si è iniziato con l'abolizione dell'Ici prima casa sapendo perfettamente che non c'erano le condizioni economiche e di bilancio per poterlo fare peraltro indistintamente senza fare differenziazioni tra case popolari e ville e con un progressivo taglio dei trasferimenti agli enti pubblici, mettendo in serio pericolo la stabilità delle autonomie locali; non solo, la lotta agli sprechi non si combatte con i tagli indiscriminati, ma applicando semplici indici di bilancio e verificando per esempio l'incidenza delle varie voci di costo sulle entrate correnti. Mi domando dove sia finito il federalismo, tenuto conto che quello demaniale si è rivelato di fatto un bluff, visto che il trasferimento del demanio dello stato, almeno per il nostro Comune, ad oggi è consistito nella possibilità di rilevare fossi di irrigazione e per lo scolo delle acque e non magari dell'area del Diversivo, importantissima area che attraversa la città di proprietà del demanio dello stato e fondamentale per immaginare lo sviluppo della nostra realtà locale. Con questa manovra si abbatte anche il federalismo fiscale imponendo alle amministrazioni scelte già precostituite e di discutibile efficacia. Infine mi sia consentita una parola sul Patto di Stabilità che impedisce di spendere le risorse che ci sono obbligando gli enti locali a tenerle in cassa: se non si cambiano i criteri di calcolo non sarà possibile sbloccare le risorse per fare gli investimenti. È questa l'urgenza delle urgenze, senza la quale il nostro tessuto produttivo si deprimerà ancora di più. Paolo Borghi Assessore al Bilancio Comune di Grosseto
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
