Gioco
Roccatederighi ritrova la gioia della sua storica carriera
Il Corso stravince la corsa dei ciuchi Ma il vero trionfo è la festa di popolo
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LA CORSA a Roccatederighi 2 MINUTI DI LETTURA
ROCCATEDERIGHI. Dall'alba di Ferragosto il Cencio dipinto da Guido Felton e Bruno Marini campeggia in via Vittorio Emanuele, nella contrada più piccola del paese. Il Corso si è aggiudicato l'81ª edizione moderna del palio di Roccatederighi. Grazie alla ciuchina Murritta, al fantino Lazzaro Bertini detto Mazzanera e al reggino Nicola Barlucchi. Una serata indimenticabile, quella vissuta alla Rocca da paesani e turisti. Bordo pista gremito, idem alle finestre e ai balconi. Cori, emozioni, ma soprattutto nessun problema di ordine pubblico. Somare in perfetta salute prima e dopo la corsa, come certificato dal veterinario Fabio Cerri. Superiorità netta quella del Corso, messa in discussione solo dalla Ventosa - giunta seconda - che montava sulla somara Sberciona l'esordiente Lorenzo Andreini, famiglia di fantini, recente vincitore a Sant'Angelo, talento emergente di queste competizioni (15 anni, già ingaggiato, pare, dal rione Colonna al Palio di Vetulonia). Terzo posto per la Torre, con la ciuca Michela Vittoria, montata dal Vichingo. E la misura del clima di ritrovata gioia da parte della comunità si è avuta nei festeggiamenti post-Palio, a cui hanno preso parte centinaia di persone di tutte le contrade. L'importante, quest'anno, era riprendere a correre e festeggiare, come ha sottolineato - declamando la Grida - il camerlengo Giulio Santi, assistito dal magistrato Stefano Bonelli e dal capitano del popolo Bruno Marini. La festa popolare di Roccatederighi, tradizione tramandata dagli antenati con le prime tracce ufficiali che risalgono a qualche secolo fa, era stata aperta da un corteo con 90 monturati, diretti dal maestro di campo Riccardo Baldanzi. Un'esibizione a cui hanno assistito, tra gli altri, sindaco di Roccastrada, presidente della Provincia e consigliere regionale Lucia Matergi. Alcuni attivisti Lav hanno potuto tranquillamente riprendere, fin dal pomeriggio, tutte le fasi del Palio, dalla prova alla sgambata, fino alla carriera. Ma torniamo ai vincitori. Lazzaro Bertini, 22 anni, alpino, corre da quando era minorenne. Alla vigilia era dato tra i favoriti. Benevolo per lui il sorteggio del mattino, quando il capitano del Corso Alessandro Draghi ha estratto Murritta. Mazzanera ha poi fatto il resto, indovinando le mosse e vincendo con ampio margine. Qualche contestazione per il mossiere, che - come spesso accade - aveva il compito più difficile: la ricerca del miglior allineamento. In almeno due occasioni - riguardando i filmati - le sue scelte si prestano a discussione. Ma il Palio è anche questo. Impeccabile il transennamento, la cura del dettaglio e l'amore con il quale la Pro loco custodisce e arricchisce ogni anno il "patrimonio" di attrezzi al servizio del Palio. Grazie a Roberto Ceccarini e Mario Ceccarini. G.B.
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