Il Tirreno

Grosseto

Critiche del presidente dell’Ordine: «Quartiere da salvare»

«Classificazione inopportuna e assolutamente da rivedere»

El. Gi.
<b>ARCHITETTO.</b> Pietro Pettini
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ARCHITETTO. Pietro Pettini

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 GROSSETO. «Una classificazione inopportuna dal punto di vista storico e urbanistico, che andrebbe rivista»: è il commento di Pietro Pettini, presidente dell'ordine degli architetti di Grosseto sul contrasto normativo interno al regolamento urbanistico, che di fatto non esclude la demolizione per il villaggio Curiel, le casette del Fossino in via della Pace e gli edifici Ina-Casa di Barbanella. Anche secondo Pettini, come per Rusci, «il villaggio ha un valore storico e urbanistico, quindi trovo questa classificazione inopportuna e da rivedere. Credo che si dovrebbe assegnare una norma di tutela e salvaguardia all'intero complesso, ritoccando la classificazione in questa fase di passaggio tra l'approvazione e l'adozione del regolamento». Il villaggio fu costruito come zona rifugio per la classe popolare dell'epoca, ma negli ha sempre mantenuto intatta la vocazione sociale. Per quanto riguarda invece le case del Fossino, «qui a differenza del villaggio Curiel dove la "sostituzione" sarebbe inopportuna da un punto di vista storico e urbanistico ma potrebbe manifestarsi un certo interesse conomico, dal punto di vista edilizio non c'è un grande valore da giustificare la sostituzione. Ma anche se si ritenesse di farla - conclude Pettini - sarebbe importante che restasse una norma urbanistica per mantenere l'attuale impianto con le corti interne».

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