Il Tirreno

Grosseto

Banda delle auto sfugge all'arresto

Federico Lazzotti
<b>ARNESI.</b> Abbandonati dai ladri in fuga
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ARNESI. Abbandonati dai ladri in fuga

Inseguimento nella notte in pineta, rilievi su un'auto rubata e sugli arnesi

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 GROSSETO. Nella notte tre sagome in fuga si perdono nella pineta di Marina di Grosseto lasciando dietro di sé uno zaino con una quarantina di attrezzi capaci di forzare l'universo delle serrature e un'auto rubata con la quale quasi sicuramente avevano raggiunto il litorale grossetano solo poche ore prima.  È durata quasi quattro ore, la notte scorsa, la caccia alla banda delle auto, il gruppo di malviventi che negli ultimi due mesi avrebbe messo a segno una ventina di furti tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia svaligiando ville e appartamenti prima di fuggire a bordo della macchina dei proprietari, soprattutto se si tratta di veicoli di lusso, per un bottino di centinaia di migliaia di euro.  Da ieri mattina i carabinieri del nucleo scientifico di Grosseto sono al lavoro sia sulla macchina, un'Audi S5 nera, rubata il 7 agosto scorso a San Felice del Circeo, nel Lazio, e sugli arnesi che erano all'interno dello zainetto: torce (una montata su un cappellino), trapani silenziosi a mano, ganci per persiane, coltelli, scalpelli, chiavi inglesi, brugole e cacciaviti di tutti i tipi e le dimensioni. La speranza degli inquirenti è quella di trovare impronte buone per poi confrontarle con quelle rinvenute dagli investigatori nelle abitazioni derubate nell'ultimo periodo per avere nuovi riscontri e un'ultima certezza: quella di avere a che fare con un'unica banda.  A far scattare l'allarme, intorno alle 2.30 di lunedì notte, sarebbero stati due coniugi che abitano nella zona di Rosmarina. «Stavamo andando a letto - hanno raccontato qualche ora più tardi ai carabinieri - quando abbiamo sentito dei rumori provenire dalla finestra. Ci siamo affacciati e abbiamo visto i ladri. Allora abbiamo iniziato ad urlare e loro sono scappati».  Di lì a pochi minuti una pattuglia dei carabinieri è arrivata nei dintorni della casa. Molto probabilmente i ladri si siano diretti prima verso l'auto che avevano lasciato poco distante (ci sarebbe un testimone che li ha visti), e poi quando hanno incrociato la macchina dei carabinieri hanno fatto retromarcia e sono fuggiti a piedi.  Per prima cosa uno dei tre ha abbandonato lo zaino, troppo pesante per pensare di poterlo portare con sé. Poi tutti insieme si sono immersi nella pineta. «I due militari di pattuglia - spiegano dal Comando - si sono messi al loro inseguimento cercando di non perderli di vista». Troppo buio e troppo grande la pineta per riuscirci. A poco è servito anche l'arrivo di altre macchine che hanno continuato a setacciare la zona fino all'alba senza alcun risultato. Ecco perché gli inquirenti non escludono che i ladri avessero un'altra auto a disposizione o che un complice li stesse aspettando nella zona.  Se come tutti i particolari fanno pensare, i tre ladri sfuggiti all'arresto la notte scorsa sono i componenti della banda delle auto e la macchina rubata in provincia di Latina è quella sulla quale hanno raggiunto Marina di Grosseto, significa che la banda non agisce solo in Maremma ma in buona parte del centro Italia.  Una conferma in più alla teoria sulla quale stanno lavorando gli inquirenti da mesi e che inserirebbe i ladri in un'organizzazione criminale più ampia capace di commissionare il furto delle auto e poi di piazzarle al sud. Non è un caso che una delle auto sparite in Maremma a fine giugno sia stata ritrovata a Lagonegro, in Basilicata, qualche settimana più tardi, incidentata e abbandonata.  

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