Il dolore
Sabotata una barca nel porto
Francesca Gori
Tre fori nello scafo, scatta la denuncia per tentato omicidio
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PORTO ERCOLE. Un trapano, tre fori nello scafo di una barca e una giornata di mare che poteva trasformarsi in una tragedia. È successo sabato a Porto Ercole, quando, una famiglia di turisti ha preso a noleggio una barca che, durante la notte precedente, era stata sabotata mentre era ormeggiata in banchina.
Tre fori nello scafo, fatti probabilmente con un trapano e quasi impossibili da vedere con lo scafo immerso nell'acqua. Anzi, realizzati in quella parte che sta proprio al livello del mare. Ma a scafo vuoto. Ad accorgersi del sabotaggio è stato proprietario della società di noleggio, Gianluca Fois, che ha quei posti barca e quei natanti proprio alla banchina centrale di Porto Ercole.
Sabato mattina, una famiglia di turisti ha deciso di concedersi una giornata in mare, un tuffo al largo e un bagno di sole lontano dalle spiagge affollate. «Hanno noleggiato la barca da mio figlio - racconta Rolando Fois - poi sono partiti senza alcun problema». I problemi, semmai, sono arrivati quando i turisti sono rintrati in porto.
«Avevano imbarcato acqua - spiega Fois - e sulle prime non capivamo come fosse stato possibile». La barca, così come era stata ormeggiata venerdì sera, non aveva alcun tipo né di difetto e nemmeno di problema. Gianluca Fois, sabato mattina, quel piccolo scafo lungo quattro metri e mezzo lo ha noleggiato volentieri alla famiglia in vacanza.
Il motore ha cominciato a girare come sempre e la famigli ha preso il largo. «Per fortuna - aggiunge Rolando Fois, che di mare e barche se ne intende - si sono messi a prendere il sole a prua. Quei tre buchi, che nemmeno si vedevano, potevano trasformare una giornata di festa in una tragedia».
Lo scafo infatti non ha imbarcato troppa acqua proprio per la posizione scelta dai turisti. Sdraiandosi a prua a prendere il sole hanno fatto in modo che la poppa si alzasse leggermente e che quei buchi restassero lontani dall'acqua, senza imbarcarne troppa.
Non si sono accorti di nulla. Ma quando sono rientrati alla banchina di Porto Ercole, quell'acqua non potevano averla tirata a bordo loro, soltanto con tuffi e bagni in mare aperto. «Abbiamo tirato in secco la barca - spiega Fois - e, guardando attentamente lo scafo, abbiamo scoperto quei tre fori». Tre buchi perfetti, fatti probabilmente con un trapano.
Il proprietario del noleggio di scafi ha chiamato subito i carabinieri e la guardia costiera che hanno aperto un fascicolo. Una denuncia contro ignoti, per ora. L'ipotesi di reato è pesante: sabotaggio e tentato omicidio. Quella barca infatti, sarebbe potuta affondare. Chi ha sabotato quell'imbarcazione la notte tra venerdì e sabato rischia grosso.
Al porto di una delle località più belle del promontorio è installata una telecamera di videosorveglianza e i militari chiederanno le immagini al Comune di Monte Argentario, per vedere se l'occhio elettronico ha ripreso qualche movimento sospetto in banchina.
«C'è però chi dice che quell'impianto non sempre sia in funzione - aggiunge Fois - noi ci auguriamo che chi ha compiuto questo gesto possa essere individuato». Non tanto per il danno provocato allo scafo. Qui tre fori sono stati infatti riparati subito dal proprietario dell'imbarcazione che può ora tranquillamente riprendere il largo.
«Ma quello è stato un sabotaggio in piena regola - dice - che avrebbe potuto fare del male a persone che volevano soltanto trascorrere una bella giornata di mare. Chi ha fatto questa cosa, deve rendersi conto della gravità del suo gesto».
Tre fori nello scafo, fatti probabilmente con un trapano e quasi impossibili da vedere con lo scafo immerso nell'acqua. Anzi, realizzati in quella parte che sta proprio al livello del mare. Ma a scafo vuoto. Ad accorgersi del sabotaggio è stato proprietario della società di noleggio, Gianluca Fois, che ha quei posti barca e quei natanti proprio alla banchina centrale di Porto Ercole.
Sabato mattina, una famiglia di turisti ha deciso di concedersi una giornata in mare, un tuffo al largo e un bagno di sole lontano dalle spiagge affollate. «Hanno noleggiato la barca da mio figlio - racconta Rolando Fois - poi sono partiti senza alcun problema». I problemi, semmai, sono arrivati quando i turisti sono rintrati in porto.
«Avevano imbarcato acqua - spiega Fois - e sulle prime non capivamo come fosse stato possibile». La barca, così come era stata ormeggiata venerdì sera, non aveva alcun tipo né di difetto e nemmeno di problema. Gianluca Fois, sabato mattina, quel piccolo scafo lungo quattro metri e mezzo lo ha noleggiato volentieri alla famiglia in vacanza.
Il motore ha cominciato a girare come sempre e la famigli ha preso il largo. «Per fortuna - aggiunge Rolando Fois, che di mare e barche se ne intende - si sono messi a prendere il sole a prua. Quei tre buchi, che nemmeno si vedevano, potevano trasformare una giornata di festa in una tragedia».
Lo scafo infatti non ha imbarcato troppa acqua proprio per la posizione scelta dai turisti. Sdraiandosi a prua a prendere il sole hanno fatto in modo che la poppa si alzasse leggermente e che quei buchi restassero lontani dall'acqua, senza imbarcarne troppa.
Non si sono accorti di nulla. Ma quando sono rientrati alla banchina di Porto Ercole, quell'acqua non potevano averla tirata a bordo loro, soltanto con tuffi e bagni in mare aperto. «Abbiamo tirato in secco la barca - spiega Fois - e, guardando attentamente lo scafo, abbiamo scoperto quei tre fori». Tre buchi perfetti, fatti probabilmente con un trapano.
Il proprietario del noleggio di scafi ha chiamato subito i carabinieri e la guardia costiera che hanno aperto un fascicolo. Una denuncia contro ignoti, per ora. L'ipotesi di reato è pesante: sabotaggio e tentato omicidio. Quella barca infatti, sarebbe potuta affondare. Chi ha sabotato quell'imbarcazione la notte tra venerdì e sabato rischia grosso.
Al porto di una delle località più belle del promontorio è installata una telecamera di videosorveglianza e i militari chiederanno le immagini al Comune di Monte Argentario, per vedere se l'occhio elettronico ha ripreso qualche movimento sospetto in banchina.
«C'è però chi dice che quell'impianto non sempre sia in funzione - aggiunge Fois - noi ci auguriamo che chi ha compiuto questo gesto possa essere individuato». Non tanto per il danno provocato allo scafo. Qui tre fori sono stati infatti riparati subito dal proprietario dell'imbarcazione che può ora tranquillamente riprendere il largo.
«Ma quello è stato un sabotaggio in piena regola - dice - che avrebbe potuto fare del male a persone che volevano soltanto trascorrere una bella giornata di mare. Chi ha fatto questa cosa, deve rendersi conto della gravità del suo gesto».
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