Il Tirreno

Grosseto

Ulivieri: «Sento puzza di demagogia»

<b>PRESIDENTE.</b> Franco Ulivieri
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PRESIDENTE. Franco Ulivieri

Il risparmio si attua con l'Unione, garanzia di servizi

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 ARCIDOSSO. «Si rischia di bruciare i lenzuoli per salvare la cenere». Il presidente della Comunità Montana Amiata grossetana, Franco Ulivieri, dopo l'annuncio-tsunami del governo che vuol chiudere i comuni sotto i mille abitanti, apre con una battuta ironico-amarognola. Perché per l'Amiata, la questione è calda: già costretta a mettere in liquidazione la Comunità Montana, stretta fra le necessità di accorpare servizi per spendere meno, adesso si trova sopra il collo il maglio della sparizione dei Comuni sotto i 1000 abitanti.  «L'Amiata è un territorio ampio, poco popolato, in cui le municipalità sono presidi veri - afferma Ulivieri - una garanzia di contatto fra cittadini e amministrazione. "Metropolizzare" per una terra come la nostra, è fatale». Ulivieri ha molto volte affrontato il problema dei piccoli Comuni. Una specie di chiodo fisso, anche perché, in questo momento, è in corso la costituzione dell'Unione speciale dei Comuni dell'Amiata grossetana, che nasce sulle ceneri della Comunità montana: «Sono state soppresse le Comunità montane - afferma Ulivieri - che per l'Amiata hanno funzionato bene. Lo abbiamo accettato e abbiamo dato avvio alla nascita dell'Unione, che mette insieme i servizi di tutti gli 8 Comuni. Crediamo che il problema del risparmio e dei costi della politica noi lo abbiamo affrontato. L'Unione è una garanzia di servizi efficienti, è un risparmio e allo stesso tempo salvaguarda l'identità municipale. E Seggiano dentro questo sistema può sopravvivere come Comune, secondo noi. Costa pochissimo, neppure 10.000 euro all'anno, tutto incluso. I politici qui hanno prezzi scontati. E poi ogni comunità tiene alla sua muncipalità. Basta pensare che Seggiano simboleggia la sua indipendenza da Casteldelpiano di cui faceva parte prima degli anni '20, con delle catene custodite nel vecchio Comune, a memoria della "libertà" riconquistata».  I Comuni sono troppi? «Non è detto. Bisogna "fondersi"? Ragionamoci e freniamo un attimo. Non si possono mettere toppe balneari cominciando sempre dai più piccoli. Sono d'accordissimo sul fatto che il processo di riforma e di semplificazione amministrativa e politica in atto, debba ulteriormente procedere, ma l'accorpamento dei Comuni, la soppressione degli Enti territoriali intermedi e delle province se ha il pregio di sollecitare una riflessione sui 'costi della politica' - afferma Ulivieri - non manca di un pizzico di demagogia e luoghi comuni. Come il discorso per cui il numero dei nostri Comuni sarebbe di per sé causa di sprechi e costi inutili. In Svizzera, che ha meno abitanti della Lombardia che ha 1.500 Comuni, i Comuni sono 2.516».  Secondo Ulivieri «il problema non sta nel numero in sé, ma in come è organizzato e funziona l'intero sistema». Momento caldissimo, insomma per i piccoli Comuni amiatini, anche perché c'è da un lato il gran patron della fusione, Marcello Bianchini ex sindaco di Arcidosso che dal 1993 invoca il principio degli accorpamenti (fra l'altro, il prossimo 31 agosto Bianchini ha organizzato con un convegno con presenze eccellenti bipartisan sull'argomento fusione e costi della politica) e ci sono dall'altro, le ragioni delle municipalità in bilico e l'Unione che sta per nascere.  «Per Seggiano - conclude - speriamo che il censimento che si prenderà in considerazione riesca ad afferrare quell'unità in più sopra 1000. Infatti le tabelle hanno dato numeri altalenanti di recente. Ma intanto, il fatto che Seggiano faccia parte dell'Unione "in corso d'opera", che il suo sindaco sia dentro la Conferenza dei sindaci, è una garanzia per i suoi abitanti e per i servizi da offrire loro». (fi.bo.)

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