Il Tirreno

Grosseto

Anche il capogruppo del Pdl, De Carolis Ginanneschi, contesta la soppressione dell’Ente

Il governo sta sbagliando

<b>PROVINCIA. </b>A sinistra Alessandro De Carolis Ginanneschi a destra il palazzo della Provincia
◗
PROVINCIA. A sinistra Alessandro De Carolis Ginanneschi a destra il palazzo della Provincia

Decisivo il territorio: «Eliminare quelle delle aree metropolitane»

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. L'opposizione, stavolta, la vede come il presidente. E, se non tutta, almeno il capogruppo del Pdl. Alessandro De Carolis Ginanneschi, con una lunga lettera, chiarisce di non essere sulla stessa linea del governo. E che il taglio della Provincia di Grosseto è un errore: «Nel 1992 - scrive - col governo Amato il furto notturno sui conti correnti e la patrimoniale; con Prodi l'eurotassa; oggi lacrime e sangue, che nemmeno Churchill. Evidentemente, le resistenze della "società civile" sono tante e tali da rendere impossibile ad ogni Governo l'autentica ristrutturazione dello Stato, che passa dalla riduzione del numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, all'abolizione di Enti e strutture intermedie ormai (se non da sempre) inutili».  «Ma penso anche a ingiustificabili pensioni, alla soppressione di una pletora di privilegi: tutto ciò figlio delle politiche consociative che, a partire dagli anni '70, hanno determinato l'incontrollabile espansione della spesa. Qualcuno ricorda le "pensioni baby"? O le assunzioni a migliaia nella pubblica amministrazione, senza che vi fossero reali necessità? Sono decenni che ci viene narrata la favoletta per cui non si possono abbassare le tasse se prima non si riduce la spesa pubblica, e la spesa pubblica nel suo ammontare complessivo continua ad aumentare più dell'aumento delle tasse: purtroppo all'atto pratico neppure questo Governo fa eccezione, ma come non l'avrebbe fatta nessun altro date pure le pressioni (o i ricatti?) della Bce».  Poi il capogruppo affronta i temi locali.  «Credo sia noto il mio dissenso rispetto alla posizione Pdl sull'abolizione dell'ente-provincia: il criterio del numero degli abitanti, poi, non può e non deve essere l'unico. Anzi, le prime province da abolire dovrebbero essere quelle delle grandi aree metropolitane, dove ormai quasi ovunque gli agglomerati urbani ne travalicano i confini. Non ha senso la stessa provincia di Firenze, ad esempio. Nel nostro caso, l'ampiezza, la morfologia e la stessa carenza di infrastrutture rendono assurda la soppressione: ma come ho già detto, se proprio dev'essere avrebbe più senso un'eventuale unificazione con Livorno piuttosto che con Siena. Sono invece d'accordo sulla soppressione dei piccoli Comuni, anzi trovo che il numero di 1000 abitanti sia troppo basso: nondimeno, anche per essi tale criterio dovrebbe essere armonizzato con le caratteristiche territoriali, sia di estensione sia morfologiche e di collegamenti infrastrutturali. Sono contrario anche alle "unioni di comuni", che mi puzzano tanto di riesumazione delle associazioni intercomunali che tanto costarono e poco produssero, se non stipendi per lo più a burocrati di partito. Sono invece convinto che, sia proprio per le professionalità sempre più elevate che vengono giustamente richieste alla P.A., sia per i costi sempre maggiori (che molti piccoli comuni non sono in grado di affrontare) avrebbe più senso rilanciare il ruolo delle Province certo riducendole sì di numero (ma con altri criteri) proprio quali Enti in grado di armonizzare e coordinare politiche territoriali che possano conciliare esigenze talvolta opposte ma che di per sé danneggiano il sistema-territorio, anziché integrare un'offerta economica e sociale in grado di apportare benefici a tutti. Così come sono convinto che molte delle municipalizzate, costituiscono allo stesso tempo elementi di irresponsabilità politica (per cui chi fa danni di fatto non ne risponde) e di stortura del mercato, attraverso una sostanziale concorrenza sleale verso i privati Anzi, data la complessità del problema e la ristrettezza degli spazi per parlarne, lancio un'idea: perché non organizzare un convegno-tavola rotonda proprio sulla ridefinizione del ruolo degli enti locali e di tutte le strutture da essi derivate o ad essi riconducibili, dalle municipalizzate ai Consorzi Bonifica?»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze