Proteste
Cinigiano. Lite tra due profughi nella notte davanti al televisore. L’avvocato: voleva solo difendersi
Lo accoltella per il telecomando
Pierluigi Sposato
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TELECOMANDO La sala tv della casa per ferie dove è avvenuta la lite con il coltelloArrestato un somalo di 21 anni, ha colpito un connazionale alla scapola
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CINIGIANO. Hanno litigato davanti alla tv. In disaccordo su quale programma guardare. Un battibecco per il telecomando finito con una coltellata a una spalla. Tentato omicidio l'ipotesi per la quale i carabinieri hanno arrestato un somalo di 21 anni, ospite della casa per ferie. Ahmed Hassan Ahmed - questo il nome e i cognomi - resta in carcere, per il momento con l'ipotesi di tentato omicidio, salvo eventuale derubricazione successiva, qualora l'accusa decidesse per lesioni personali aggravate. Si è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice Marco Mezzaluna che ha convalidato il provvedimento chiesto dal pm Fabio Maria Gliozzi e ha disposto la custodia in carcere non potendo ravvisare una destinazione diversa, al momento, per il giovane, profugo, senza una residenza stabile. Insomma, c'è il pericolo di fuga. E non è ipotizzabile un rientro in quella casa dove si trova dal 13 maggio (insieme ad altri 17 profughi) e dove è venuto alle mani con un suo connazionale, Keita Makouta, stessa età, ma struttura corporea nettamente più robusta, verso le 3 della notte tra mercoledì e giovedì. Makouta ha 10 giorni di prognosi per una ferita di 3 centimetri alla scapola: secondo il pm ha schivato il colpo che avrebbe invece voluto raggiungere un organo vitale e che invece del cuore ha raggiunto la scapola sinistra. Ma anche Hassan Ahmed è rimasto ferito: escoriazioni al ginocchio e al volto, 3 giorni di prognosi. Perché secondo una prima ricostruzione, la prima mossa l'avrebbe fatta Makouta: questi avrebbe voluto guardare un film, Hassan e altri presenti nella sala il telegiornale. Tutto si è deciso intorno al telecomando. Prima le parole, poi i fatti. Makouta avrebbe aggredito Hassan con pugni al volto e al corpo, facendolo cadere a terra. A quel punto Hassan, molto più minuto fisicamente, avrebbe preso un coltello da tavola (12 centimetri la lunghezza complessiva) per cercare di spaventare il connazionale. «Non voleva ucciderlo - dice l'avvocato Leonardo Latini, che assiste Hassan - Voleva soltanto difendersi da una persona che seppure della stessa età è molto più robusta di lui. E non sapeva come fare a farlo smettere. Ha agito nell'impeto di quel momento, ma escludo che volesse ammazzarlo». In altre parole, una provocazione prima e una forma di difesa poi. Una sola la coltellata che ha raggiunto Keita, poi medicato e dimesso. Medicato anche Hassan, che poi i carabinieri hanno arrestato, dopo aver raccolto le testimonianze di chi in quel momento era presente nella sala tv della casa per ferie, che si trova a poca distanza dal Consorzio agrario di Cinigiano. Il difensore valuterà nei prossimi giorni se e quando fare interrogare Hassan dal pm o dal giudice per fare chiarezza completa sull'episodio. Un episodio grave che ha sorpreso il paese, dove finora la convivenza era stata assolutamente pacifica.
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