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La rissa al bar Senzuno I due coniugi rischiano la denuncia  FOLLONICA. Continuano le indagini da parte dei carabinieri della Tenenza di Follonica per chiarire l'esatta dinamica della zuffa di giovedì pomeriggio a Senzuno che ha visto coinvolta una famiglia di Follonica ed i gestori del bar Senzuno. Tutto sembra sia nato da contrasti di vecchia data fra la figlia dei due coniugi ed i proprietari del pubblico esercizio, e che l'incontro fra il padre della ragazza ed i gestori del bar avvenuto in due tempi nel corso della giornata di giovedì abbia scatenato la zuffa. I due coniugi gestori del locale rischiano una denuncia in stato di libertà, con le ipotesi di addebito a loro carico che spaziano dalla semplice aggressione fino addirittura al tentato omicidio. Indagati anche personaggi legati ai "Pini" Ombra doping sul trotto  FOLLONICA. Roberto Vecchione, Gennaro Casillo, Maik Esper, Pierluigi Giannoni, Lucio Colletti, Holger Erhlert e soprattutto Enrico Bellei, il migliore in Italia. Sono nomi che i frequentatori dell'ippodromo dei Pini di Follonica conoscono bene. Sono i driver che tutti gli scommetitori maremmani trovano sul programma di corse a ogni riunione che si tiene sul golfo. Ieri questi nomi erano racchiusi tutti insieme in un unico articolo della Gazzetta dello Sport, sull'inchiesta condotta dalla Procura di Lucca, venuta a galla nel 2008, per far chiarezza su presunte corse truccate e casi di doping: 23 persone accusate di associazione a delinquere aggravata con richiesta di rinvio a giudizio. Sotto la lente degli inquirenti sono finite nove corse (tra il 2006 e il 2008), di cui otto tris, che secondo l'accusa sarebbero state ricamate in modo da influire «sulle scommesse effettuate da personaggi appartenenti all'organizzazione», al cui vertice c'erano proprio Bellei e Ehrlert, definiti come «programmatori delle linee guida dell'attività criminosa e coordinatori, impartendo direttive sulla tenuta dei cavalli e sulle cure da somministrare». Una bomba. Per intendersi: è come se a metà anni'90 avessero indagato Roberto Baggio nel calcio. Sotto loro due, sempre secondo l'accusa, gli altri driver e gentleman avevano ognuno il proprio compito, tra «somministrazione di sostanze dopanti» all'alterazione «della propria prestazione in gara». (a.f.)

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