La manifestazione
Il Cantiere Navale chiede il riesame per il pontile
«Sequestro incomprensibile abbiamo vinto il bando provinciale»
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BRUNA. Il pontile sequestrato 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. Il sequestro del pontile mobile sul fiume Bruna, ha creato sia all'interno della proprietà, il Cantiere Navale, ma anche fra i possessori delle circa trenta barche che vi erano ormeggiate, un certo imbarazzo. Un misto di impotenza e rabbia, anche perché la decisione di mettere i sigilli al piccolo approdo è arrivata inaspettata. L'amministratore unico della società che gestisce il pontile, Davide Boschi, cerca di fare chiarezza attraverso un comunicato stampa: «Come la redazione (del Tirreno, ndr) che ha riportato la notizia del sequestro del pontile mobile galleggiante, anche il Cantiere Navale si domanda il perché di un simile provvedimento». Continua la nota: «Abbiamo installato il pontile mobile perché vincitori del bando pubblico di gara indetto dalla Provincia per l'occupazione dell'area demaniale da utilizzare per ormeggio natanti nel fiume Bruna». La società precisa che in quel sito «... si possono eseguire interventi senza alcun titolo abilitativo quando trattasi di opere dirette a soddisfare obbiettive esigenze contingenti e contemporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni...». Chiude il comunicato: «All'interrogativo, quindi, non è soltanto questa società che dovrà dare risposte e che semmai è parte lesa avendo fatto niente altro che quanto consentito dal bando provinciale, Amareggia, infine, doversi difendere da un simile provvedimento che cade, con straordinario tempismo, nel bel mezzo della stagione turistica. Questa società, richiamando risorse da intraprendenti investitori non maremmani, ha contribuito al rifiorire del settore nautico, creando un indotto notevole. È stata depositata la richiesta di riesame del provvedimento che, si auspica, possa essere accolta nel più breve tempo possibile». Il Cantiere Navale fra i suoi soci vanta anche alcuni calciatori di fama, come Angelo Peruzzi e Bernardo Corradi. Proprio Corradi sottolinea: «C'è rammarico per questa situazione. Noi non vogliamo niente di più di quello che ci spetta, e se c'è stato un errore da parte nostra è stato fatto in buona fede. Speriamo che la vicenda si risolva nel più breve tempo possibile. Io vengo a Castiglione fin da bambino conosco le sue bellezze e so quanto vale un posto del genere. Insieme agli altri soci crediamo di aver investito capitali importanti per fare sviluppo». (en.g.)
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