Il Tirreno

Grosseto

Compare nello stemma del paese di Cinigiano, ma non batte più le ore da mesi

E' fermo l'orologio-simbolo

Fiora Bonelli
<b>CINIGIANO. </b>La torre con l&#146;orologio fermo
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CINIGIANO. La torre con l’orologio fermo

Scrive un paesano: «Vederlo così mette solo tristezza»

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 CINIGIANO. L'orologio della torre di Cinigiano, che compare anche come elemento simbolico nello stemma cittadino, non segna e non batte più l'ora da mesi. Quella che per tutti i borghi dell'Amiata è una sorta di istituzione, l'orologio pubblico, a Cinigiano è fermo da tempo.  E pensare che vi sono in vari paesi della montagna esempi di volontari che si arrampicano sulle torri degli orologi per caricarli e per tenere in ordine gli ingranaggi: Santa Fiora, Seggiano e Casteldelpiano dove addirittura alcuni anni fa un orafo per aggiustare il marchingegno dell'orologio, precipitò nella cavità sottostante e solo per miracolo riuscì a salvarsi.  Se ne duole un cinigianese, Antonio Anselmi, che citando a sostegno del suo sfogo, poeti famosi come Giacomo Leopardi e canzoni anni ' 60 come quella dei Camaleonti, parte da lontano e commenta che l'orologio che scandisce i ritmi della vita collettiva ha una storia antica e appartiene anche a tutte le società, anche assai diverse dalla nostra e afferma che Cinigiano deve riavere le sue ore: «La terza strofa del canto di G. Leopardi "Le ricordanze", scritta dal poeta di Recanati tra l'agosto e il settembre del 1829, ci ricorda come non ci sia italico borgo, piccolo o grande che sia, in cui "l'orologio della piazza" suoni dall'alto della sua torre a rintoccare il corso delle ore e regolare la vita comunitaria, Ma non solo in Italia o in Europa» rammenta Anselmi. Anche nei paesi arabi il tempo è scandito dal Muezzin ("Mu'adhdhin" per i puristi) che recita l'appello alle cinque preghiere canoniche dall'alto del minareto per invitare i fedeli all'obbligo rituale.  «L'orologio della piazza ha battuto la sua ora» cantavano i Camaleonti nel 1967: orbene, ironizza amaramente Anselmi, quello della torre civica di Cinigiano la sua ultima ora l'ha battuta ormai da mesi. «Non suona più, ridicolmente muto alle orecchie di tutti, come un Muezzin rauco. Chissà, oggi che l'orologio da polso l'abbiamo tutti, uomini e donne, grandi e piccoli, manager e massaie, forse non avvertiamo più il bisogno di regolare l'ora su quello della piazza. Compresi gli amministratori comunali e della locale Pro-Loco, che di quell'orologio si fregia nel suo stemma».

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