Sicurezza
«Venite a trovare Erik, ha bisogno di voi»
Lara Loreti
◗
FANTINO Erik Fumi 23 anni, grossetano, rimasto vittima di un incidente allippodromo di Caprilli Appello agli amici del padre del fantino ora nella clinica del risveglio
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Venite a Volterra a trovarlo, Erik ha bisogno di voi. Non ci sono problemi: chiunque può fargli visita». È passato un mese da quella sera, quando Erik Fumi è caduto da cavallo alla fine di una corsa all'Ippodromo. Il giovane stava provando la sua nuova cavalla quando l'animale ha avuto un cedimento e lui è caduto, battendo la testa. Dal primo agosto il fantino grossetano, 23 anni, si trova a Volterra, nella clinica del risveglio, curato dagli specialisti e circondato dall'affetto di genitori e amici. È il padre Tebaldo a lanciare l'appello: l'orario per le visite in clinica è dalle 16.30 alle 19.30. Erik per il momento non parla e riesce a muoversi poco. Sta seguendo le cure e la fisioterapia degli specialisti. Fa piccoli passi. «Reagisce agli stimoli, si fa capire a gesti - dice commosso il padre Tebaldo, anche lui professionista dei cavalli - Io e mia moglie andiamo a trovarlo tutti i giorni e la cosa positiva è che lui riconosce tutti. Noi cerchiamo di stimolarlo. Io gli dico: "Erik salutami, fai 1-2-3 con la mano, fai ciao". E lui risponde sempre puntuale. È come se fosse un neonato. Per noi è dura vederlo così, ma sta facendo tanti miglioramenti. Noi ci stiamo affidando completamente ai medici: loro dicono che finora le sue risposte sono positive. Siamo fiduciosi». Il ragazzo è sveglio, ma non ancora del tutto vigile: sta ancora smaltendo la sedazione a cui è stato sottoposto quando si trovava in Rianimazione nell'ospedale di Livorno. E purtroppo per il momento non è ancora in grado di parlare per via della tracheotomia. I momenti più gioiosi per il ragazzo sono quelli delle visite. «Non ci sono problemi né selezioni - spiega Tebaldo Fumi - Tutti possono venire a far visita ad Erik: lui è contento e vedere gli amici gli fa bene non solo al morale. Quando è circondato dai ragazzi è più reattivo». Per il momento nessun cenno all'incidente né in generale ai cavalli: «È ancora troppo presto - dice il babbo - Lui non ha chiesto nulla e non credo che ricordi la caduta. Noi d'altro canto aspettiamo ad affrontare l'argomento e seguiamo le indicazioni dei medici». Martedì è stato un giorno importante per Erik: per la prima volta da quando si è svegliato dal coma, ha potuto fare una passeggiata nel parco della clinica, su una sedia a rotelle. «È stato un bel momento - dice Tebaldo, la voce rotta dal pianto - Noi preghiamo affinché Erik possa recuperare presto tutte le sue facoltà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
