Il Tirreno

Grosseto

«Lo Sgrilli del futuro vi stupirà»

Michele Nannini
<b>IL RITORNO </b>Sergio Sgrilli domani sera &egrave; in scena nella sua Follonica
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IL RITORNO Sergio Sgrilli domani sera è in scena nella sua Follonica

L'artista follonichese reso famoso da Zelig celebra domani i 30 anni di palcoscenico con uno show nella sua città

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 FOLLONICA. Trent'anni di palcoscenico e venti di mestiere. Un compleanno da segnare sul calendario per Sergio Sgrilli che festeggia la ricorrenza tornando sul palco della sua Follonica, domani sera al Teatro Le Ferriere.  Tutto iniziò quella volta che... «Mi chiamò un locale di Follonica per fare una serata di pianobar - racconta Sergio seduto in un bar del suo amato Senzuno - contrattiamo il cachet di 50mila lire. Alla fine il proprietario me ne dà solo 40 scalando 10mila lire di una Coca Cola che avevo bevuto: certo che 10mila lire sono tante, dico io. E lui: sai, stasera c'è pianobar...».  Da lì in poi di palcoscenici ne ha visti tanti Sgrilli, da Zelig ai più importanti teatri in giro per l'Italia e l'Europa. Ma a Follonica torna sempre con la chitarrina al collo e gli amici di una vita. «Quella del 12 sarà una festa per questi 20 anni e stiamo preparando qualcosa di speciale in collaborazione con La Novella di Valpiana, un compleanno vero e proprio che riserverà una sorpresa per il dopo show. Certo, riassumere tutta la carriera in una serata è difficile anche perché Follonica alla fine mi conosce poco, avendo cristallizzato un'immagine di Sergio Sgrilli un po' parziale. Il mio lavoro si basa sulla creatività a 360º, inevitabilmente però lo Sgrilli comico è quello più popolare e che prende spesso il sopravvento, quello con la chitarra che racconta le cazzate. E che sarà quello che ancora una volta salirà sul palco. Ci saranno Racconti, sia per i follonichesi che per i turisti, dall'esordio al piano bar fino all'esperienza alla reggia di Re Sole in Francia a recitare Molière in rappresentanza dell'Italia. Mi piacerebbe una volta fare anche a Follonica uno spettacolo vero, di quelli che porto in giro per l'Italia, ma qui per ora la gente vuole un altro Sgrilli e cercheremo di darglielo».  La cosa che ha dato più soddisfazione in questi anni di carriera a Sgrilli «inevitabilmente è Zelig, con tutti i suoi pregi e difetti, le sue emozioni che hanno spaziato dalla felicità alla rabbia alla noia. Lì sei dentro un frullatore, ti capita di tutto aprendoti delle porte e chiudendone altre. L'idea che Sgrilli sia solo quello di Zelig dopo tanti anni mi va un po' stretta, da un po' di tempo sto lavorando per fare cose che soprattutto mi piacciono e che, speriamo, portino poi anche un po' di popolarità. E poi il 1º Maggio da solo sul palco, regie teatrali, lavorare con Cochi e Renato, Jannacci, carpire i loro suggerimenti e i loro segreti. Mi sento ancora un giovane, ho voglia di fare e di dire tanto, cose che vadano anche al di là della popolarità e dei 14 milioni di italiani che mi hanno visto su Zelig suonare con i Pooh». Più che un sognatore quello del futuro sarà uno Sgrilli che farà ancora tante cose - conclude Sergio - come il primo disco tutto mio che ho terminato adesso, un cortometraggio, un film. Tante cose bollono in pentola, e cercherò di farle tutte al meglio».  Senza dimenticare però la chitarrina estiva, compagna di tante avventure.

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