Il Tirreno

Grosseto

L’ESPERTO

L'acqua di mare è più pericolosa di quella dolce

Gian Ugo Berti

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 ORBETELLO. L'acqua di mare è senz'altro più pericolosa di quelle di fiume o di lago, all'interno del corpo. L'inalazione o l'ingestione d'acqua salata fa sempre e comunque la differenza. Una volta inalata, infatti, attraverso naso e laringe nelle vie respiratorie, giunge nei polmoni e, per una maggiore pressione, tira fuori i liquidi normalmente presenti nelle pareti degli alveoli polmonari. Sono le minuscole cavità dove avvengono i continui scambi d'ossigeno con i capillari sanguigni. L'aria in essi contenuta viene così sostituita da questi liquidi,impedendo di fatto la respirazione.  Si pongono dunque le premesse, legate allo stato di salute, alla struttura corporea della persona ed alla quantità d'acqua inalata, per una condizione critica di edema polmonare. Ciò spiega l'importanza dei tempi di soccorso e d'intervento rianimatorio. In sostanza, non c'è da fidarsi, anche in un apparente, momentaneo stato di benessere.  Il tutto, purtroppo, si può complicare perché a quella inalata, s'aggiunge spesso quella ingerita dalla bocca e che giunge nello stomaco. Risultato: il meccanismo biologico, alla fine, è lo stesso ed il liquido che fuoriesce dalle pareti del tubo digerente finisce per interferire negativamente con le funzioni generali dell'organismo.

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