Trasporti
PER MACCHIE E ROCCAFORTI
Il cuore grande degli amici
El. Gi.
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GROSSETO. Si sono arrampicati fino a un'antica roccia medievale e l'hanno cercato anche lì senza mai trovarlo, ma «almeno ci abbiamo provato». Edo Galli (nella foto), artigiano di Braccagni e amico di Nucci, ieri mattina è andato a cercarlo con alcuni amici e soprattutto una mascotte speciale: il fidato Geo, labrador di 7 anni che già nel nome ispira una certa confidenza coi territori, salvo poi distrarsi in coccole e affettuosità dispensate dal volontario di turno. Galli si è portato il segugio fin dentro alla macchia a bordo del fuoristrada, e lui, con la lingua penzoloni, si è dato da fare o più che altro ha fatto compagnia al prezzo di qualche carezza. Alle 12 Geo si rotola nel campo del Bozzone dopo una mattinata trascorsa tra roccaforti e oliveti. «Siamo partiti presto con tre Jeep e da Pian d'Alma siamo arrivati al podere Sant'Anna fino a salire a Castel Maus - dice Galli - un castello del X - XI secolo dopo Cristo dal quale siamo scesi di nuovo e abbiamo preso un'altra cessa». Si chiama "cessa" la striscia di macchia "tagliata" dai boscaioli per evitare che il fuoco si propaghi. Da lì «siamo passati lungo i piloni dell'alta tensione e abbiamo camminato parecchio, ma di Nucci niente da fare. Nella macchia abbiamo trovato tanta sporcizia e già che c'era l'abbiamo ripulita. In più abbiamo ammazzato una vipera». Sono molti i volontari che si sono dati da fare. Ettore Ceccanti, 37 anni, autista di Tiemme, si è messo a cercare Nucci facendo qualche sacrificio e incastrando le affannose ricerche in mezzo al lavoro. «Ho girato per un po' ma ora scappo». Sguscia via accanto all'amico Innocenzo Grosso, 33 anni follonichese che abita a Tatti, giardiniere. «Eravamo in quattro, siamo stati a cercarlo cinque ore tra boschi e cantieri. Io ho preso una giornata di festa per venire qua». L'ha fatto volentieri, con passione. Lo conosceva? «No, ma sapevo di questa giornata organizzata daigli amici e volevo cercarlo anch'io». Dalla macchia spuntano anche Fabio Bargelli, 44 anni (dipendente provinciale ma «sono qui come volontario») e Robi Giannini di Braccagni. Entrambi con i bastoni in mano e le bottigliette d'acqua; hanno le braccia graffiate. «Siamo partiti dall'eremo di Sant'Anna a Tirli, attraversando anche scannafossi, si vede?». I volontari parlano in continuazione coi vigili del fuoco coordinati da Fabiola Cencioni e Roberto Trapassi. La speranza è l'ultima a morire, e guardando i "suoi" volontari Trapassi infatti spera. «Siamo qui perché lo crediamo vivo. Mi piace pensare che sia da qualche parte in qualche bosco qua dentro. Oppure nel mar Rosso sotto al sole».
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