Il Tirreno

Grosseto

Via al contenimento dei piccioni

<b>PICCIONI.</b> In piazza Dante a Grosseto, in citt&agrave; ce ne sono troppi
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PICCIONI. In piazza Dante a Grosseto, in città ce ne sono troppi

Protocollo fra Asl, Comune e Provincia: sarà l'Atc a gestire gli abbattimenti

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 GROSSETO. Un piano di azioni ed interventi, di due anni, per il controllo dei piccioni nell'area urbana di Grosseto: ecco il protocollo d'intesa fra Comune, Provincia e Asl 9 per interventi per contenerne il numero.  L'obiettivo finale è tutelare l'igiene e il decoro urbano, prevenire rischi per la salute dei cittadini, evitare danni al patrimonio artistico ed architettonico, nonché evitare l'ibridazione delle sottospecie selvatiche residue con la quella urbana domestica.  «Questo documento - spiega il direttore generale della Asl 9, Fausto Mariotti - fa parte di una strategia complessiva dell'azienda, volta in primo luogo a tutelare la salute pubblica, che ha trovato l'accordo di Provincia e Comune. Già in precedenza, infatti, il 9 settembre 2009, la Asl aveva approvato un piano di contenimento dei piccioni all'ospedale Misericordia, con una serie di interventi integrati, anche innovativi, che hanno dato risultati significativi sul numero di animali in quella zona».  Nel dettaglio, il protocollo d'intesa, stabilisce che il Comune si impegna ad adeguare il proprio regolamento in materia di igiene urbana, inserendo il divieto di alimentare i colombi urbani in tutto il proprio territorio, ma anche ad adeguare la normativa in campo urbanistico per limitare quelle tipologie di costruzioni che possono favorire la sosta o la nidificazione dei piccioni.  «In diverse occasioni - spiega il sindaco Bonifazi - abbiamo sollevato e affrontato la questione piccioni, sollecitati da moltissimi cittadini, che quasi quotidianamente ci contattano per lamentare i danni causati dalla crescita incontrollata di questi animali in città. Il protocollo vuol essere dunque una valida presa di posizione per limitare il più possibile quegli incresciosi danni causati dal guano al patrimonio storico e monumentale e al decoro urbano, ma soprattutto per scongiurare rischi per la salute pubblica».  La Provincia ha il compito di autorizzare interventi per controllare la popolazione di piccioni, finalizzati a limitare i danni alle produzioni agricole e agli allevamenti zootecnici.  «Grazie a questo nuovo strumento - dice Leonardo Marras - aggiungiamo un nuova tessera al puzzle delle azioni di contenimento della fauna nociva. Come in altri contesti del nostro territorio la Provincia, per quel che concerne le proprie competenze, si avvarrà della collaborazione con l'Atc (Ambito Territoriale caccia). Il protocollo ha l'obiettivo di dare soluzione al problema dei danni causati dalle sovrabbondanti colonie di piccioni alle colture agricole nel territorio del comune capoluogo. Grazie anche al protocollo generale recentemente sottoscritto con Ispra è peraltro possibile effettuare i contenimenti dei piccioni anche in tutte le altre zone del territorio in cui generano problemi».  Per quanto riguarda la Asl 9, il protocollo prevede la predisposizione di un piano di controllo ed un calendario di ispezioni del dipartimento di prevenzione, in collaborazione con la Polizia municipale, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in ambito urbano da parte dei cittadini (abbandonati in materia non idonea), nonché la mappatura dei siti di abbandono; la predisposizione di un Piano di monitoraggio, in collaborazione con la Provincia e le associazioni di volontariato, per la valutazione della popolazione di colombi.  Infine, il protocollo prevede anche la sperimentazione di "colombaie controllate", da realizzare nelle aree periferiche della città: si tratta di grandi voliere aperte, dove gli animali vengono alimentati e sottoposti a controlli da parte dei veterinari.

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