Il Tirreno

Grosseto

L'archivio Vasari in mani grossetane

Enrico Pizzi
<b>VASARI. </b>L&#146;archivio &egrave; stimato circa 150 milioni di euro
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VASARI. L’archivio è stimato circa 150 milioni di euro

Un imprenditore di Manciano, residente in Romania, l'ha avuto in pegno a garanzia di alcuni debiti contratti dagli eredi dell'artista aretino

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 GROSSETO. Un imprenditore grossetano, Fausto Butelli, 66enne originario di Manciano, da anni residente in Romania, ha in mano il destino dell'archivio Vasari che contiene le preziose carte dell'artista del Cinquecento. Il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha reso pubblico il contratto di pegno tra Fausto Butelli e i fratelli Festari - Francesco, Leonardo, Antonio e Tommaso - che avevano ereditato l'archivio dopo un'intricata vicenda testamentaria.  I quattro eredi Festari hanno ceduto in pegno l'archivio Vasari a Butelli a garanzia di debiti contratti per 10 milioni di euro per l'acquisto di immobili in Romania e di partecipazioni in società rumene e si sono impegnati a pagare l'intera somma entro il 31 luglio 2014.  L'archivio che comprende carte, lettere e sonetti a Michelangelo, un autoritratto dello stesso Vasari e la corrispondenza dell'artista con Papi e Granduchi, è da tempo al centro di una querelle internazionale sulla sua vendita.  Fanfani non ha nascosto la propria preoccupazione per il rischio che si allontani la prospettiva di un'acquisizione dell'archivio Vasari al patrimonio pubblico, viste anche le recentissime dichiarazioni del ministro Galan circa la volontà dello Stato di acquisire l'archivio.  «Adesso, chiunque volesse comprare l'archivio - spiega il sindaco di Arezzo - dovrebbe riscattare anche il pegno che lo grava».  Da qui al 2014 il bene potrà essere ceduto sia dai Festari che dal creditore, per la bella somma di almeno 150 milioni di euro, che è la cifra stabilita come base per un'eventuale asta nel caso in cui il debito non fosse estinto nei tempi previsti.  Se si andrà all'asta, ogni volta che l'archivio resterà invenduto si procederà ad un ribasso del 10%.  Il sindaco di Arezzo ha anche ricostruito l'intricata vicenda che ha visto l'archivio passare dall'ultimo erede di Vasari alla Fraternita e, poi, nelle mani dei Festari, gli eredi dell'esecutore testamentario che invece di dare esecuzione al testamento l'aveva lasciato giacente nella propria biblioteca.  Nel 1921 la controversia tra i Festari e la Fraternita fu risolta davanti ad un notaio: ai Festari la proprietà, ma subordinata alla costituzione di un deposito perpetuo, presso il Comune di Arezzo, delle preziose carte che andavano destinate allo fruizione.  Poi i proprietari hanno ottenuto, per via giudiziale, la piena disponibilità dell'archivio.  Il sindaco Fanfani ha, comunque, incaricato uno studio legale di verificare se ci sia una strada percorribile per riportare l'archivio nella disponibilità pubblica.

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