Il dolore
Carapax, denunciato Ballasina
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CARAPAX. Il direttore Ballasina Intanto alle tartarughe pensa la Comunità montana
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MASSA MARITTIMA. Si lavora su tre fronti al Carapax riguardo alle tartarughe americane al centro della polemica dopo l'articolo pubblicato dal Guardian: verranno contattate le associazioni britanniche per discutere le soluzioni e la salute degli animali rimarrà sotto controllo fino a che non sarà deciso di trasferirle o meno. Intanto, parte la denuncia per l'ex direttore del centro Ballasina. Si è tenuto lunedì mattina il soprallugo al centro Carapax di Massa Marittima, finito nell'ennesimo scandalo dopo l'articolo pubblicato dal quotidiano britannico in cui veniva delineato un destino funesto per le tartarughe arrivate da Londra nel 2007. Questi animali «sono ancora sotto la custodia del precedente gestore Donato Ballasina», premettono subito dalla Comunità Montana. Una custodia che l'uomo avrebbe affidato a una persona che in questi anni si è occupata dell'alimentazione di questi animali e del necessario ricambio d'acqua ai laghetti dove si trovano le tartarughe. La stessa che nei giorni scorsi «ha riconsegnato agli uffici della Comunità Montana le chiavi dei cancelli e lucchetti dell'ex Carapax, dichiarando di non avere più contatti con Ballasina e di non avere più le risorse per garantire un'adeguata alimentazione agli animali». Per l'esattezza, l'ex direttore non lo rintraccia nessuno. E' sparito, nonostante su di lui penda una denuncia per mancata ottemperanza delle ordinanze, maltrattamento e abbandono di animale. Ma le chiavi restituite dall'uomo pongono un altro problema: chi si occupa delle tartarughe adesso? A questo è servito il summit di lunedì, a cui hanno partecipato Comune, della Comunità Montana, della Regione, dell'Asl 9, del Corpo Forestale e dell'università di Pisa. Tre i punti in cui è stato diviso il lavoro. In primo luogo, la Comunità Montana continuerà ad arginare l'emergenza, alimentando gli animali presenti nei laghetti, garantendo un sufficiente ricambio dell'acqua e controllando l'area. In questo senso l'ente continuerà ad indagare sullo stato di salute degli animali, sul loro impatto sull'ecosistema locale e sui rischi per la salute dell'uomo. Poi c'è l'intenzione è anche quella di coinvolgere le associazioni britanniche attraverso cui le tartarughe sono arrivate in Maremma, sia per aggiornarle sullo stato delle tartarughe sia per discutere eventuali soluzioni a questa situazione. Infine verranno cercate altre possibili sistemazioni alternative degli esemplari in buone condizioni di salute in altri centri speciallizati, ad esempio quello Ittiogenico del Trasimeno che da alcuni anni funziona come centro di raccolta e mantenimento delle tartarughe americane.
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