La manifestazione
«Vogliamo catturarla viva»
Alfredo Faetti
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RICERCHE. Molti uomini impegnati, a sinistra una gabbia Il sindaco Bai assicura: non faremo del male a Baghera
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PRATA. Ieri mattina c'era un'auto della polizia con due agenti a separare i due territori: quello di Prata e quello della pantera. La strada che attraversa nelle viscere dei boschi di Gretaia da ieri è accessibile soltanto ai soggetti coinvolti nella caccia e ai residenti, che si dividono tra spaventati e incuriositi. L'obiettivo è quello di assicurare la sicurezza dei cittadini, ma anche quello di non far avvicinare troppi curiosi nella zona. L'obiettivo è quello di assicurare la sicurezza dei cittadini, ma anche quello di non far avvicinare troppi curiosi nella zona. Il servizio di sorveglianza infatti ha due scopi. Il primo, quello principale, è garantire l'incolumità delle persone, dato che quella strada, che da Prata scende lungo la collina attraverso alberi e campi, è meta di ciclisti, appasionati di trekking e di motocross. L'altro invece, secondario rispetto alla tutela ma molto importante, è quello di non far avvicinare curiosi ai punti in cui Baghera è stata avvistata. La presenza dell'uomo, infatti, la spaventerebbe facendola rifugiare ancora più in profondità tra l'oscurità della macchia. «L'obbiettivo è catturare l'animale vivo - spiega il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai -. Per facilitare le operazioni di cattura di questo tipo di animale è però necessario evitare ogni tipo di disturbo». Curiosi, ma non solo. Marco Fiori, sovrintendente del Cites, che di queste casi ne ha visti tanti, spiega che la diffusione di una notizia simile può attirare anche dei «millantatori», come lui stesso li definisce. «Potrebbero le persone che hanno la casa in questa zona spacciandosi per "esperti di pantere"» spiega, il cui fine sarebbe quello di estorcere dei soldi ai residenti. Al momento, stando alle impressioni che gli uomini della Forestale hanno raccolto ieri mattina durante un giro di interrogatori (per raccogliere quante più nozioni utili per arrivare al felino), gli abitanti delle case lungo la strada di Gretaia si dividono tra i residenti, ossia i contadini che lì hanno fissa dimora, e i turisti, arrivati per le vacanze. I primi sono tranquilli, quasi indifferenti del fatto che nei boschi intorno a casa ci sia un predatore (come dimostra un contadino che ieri mattina ha raggiunto con disinvoltura il proprio campo in fondo alla valle, in sella al suo trattore); mentre i secondi sarebbero davvero preoccupati. Tanto ai primi quanto ai secondi comunque il sindaco Bai dà delle regole da seguire in modo da non correre rischi. Una serie di consigli uscita ieri pomeriggio dopo un incontro in Prefettura, alla presenza della Forestale e degli esperti del Cites, e rivolta agli abitanti dell'area compresa indicativamente tra «Perolla, il Cerro Balestro, il campo sportivo di Prata e Poggio al Montone, nel raggio cioè di tre chilometri dal luogo dell'avvistamento.- si legge nella nota - E' consigliabile in questa zona evitare escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo in aree boschive o isolate; evitare che le persone, anche adulte, sostino in prossimità delle aree boschive o isolate o si soffermino all'esterno di fabbricati rurali in assenza di specifica necessità. Gli animali d'allevamento non devono essere tenuti allo stato brado, meglio se tenuti in stalla. E' meglio che l'attraversamento di zone boschive o isolate venga effettuato a mezzo di autoveicolo avendo l'accortezza di non scendere dallo stesso». Sottinteso, l'invito a chiamare le autorità in caso di avvistamento. Si trarra, come spiega Bai, di una situazione «dinamica», quindi che può subire delle modifiche in ogni momento, ad ogni novità. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10
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