La manifestazione
In pochi giorni centinaia di iscritti in due gruppi su Facebook
In duemila contro il tracciato
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AURELIA. La zona delle 4 strade, fra Albinia e Orbetello, una di quelle più a rischioStoppa amaro: «Capisco Sat, un po' meno alcune istituzioni»
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GROSSETO. Ora che il tracciato è finalmente pubblico (chi volesse vedere i dettagli può andare all'indirizzo www.tirrenica.it/testing/files/completamento-opere/corografia.pdf) e che il viaggio del Tirreno ha svelato nei dettagli cosa accadrà nei singoli territori, si muove anche il popolo di Facebook. E, in forze, si sta organizzando per dire "no" alla sovrapposizione del tracciato dell'autostrada sull'Aurelia. L'ultimo gruppo nato "No alla privatizzazione dell'Aurelia" in meno di dieci giorni ha già oltre 1350 aderenti. E un altro gruppo "No all'autostrada, sì alla messa in sicurezza dell'Aurelia", ne ha quasi 500. L'ultimo gruppo, "no alla privatizzazione", è stato aperto da Gian Luca Gozzo e Mario Chiavetta.
Non c'è voluto molto perché centinaia di iscritti al più popolare social network si iscrivessero, portando il proprio contributo alla discussione. «Il progetto definitivo dell'autostrada tirrenica presentato da Sat - scrive in un post il vicesindaco di Orbetello, Marcello Stoppa - è il ribaltamento di ogni logica: la logica della condivisione delle scelte, la logica del rapporto tra infrastrutture e sviluppo economico di un territorio, la logica della gestione compatibile di risorse ambientali, la logica del rapporto con beni di proprietà pubblica come la attuale via Aurelia. Non deve stupire la proposta formulata da Sat, società privata che ovviamente mira al profitto, mentre è inconcepibile l'atteggiamento consenziente di istituzioni che devono valutare un'infrastruttura basandosi su parametri del tutto diversi incentrati fondamentalmente sulla salvaguardia dei cittadini, dei territori e delle loro economie».
La "multimedialità" della protesta è vista con favore anche dall'assessore al turismo della Provincia, Gianni Chelini: «Gozzo e Chiavetta stanno dando voce al popolo della rete - ci dice - e questo può essere solo un bene, perché aiuta a capire quale impatto avrà l'autostrada con questo progetto che proprio non ci piace. Ma ho apprezzato molto anche gli interventi, recenti, di Amato e Fusini. In sostanza, se i soldi non ci sono, meglio non farla e aspettare». Però i soldi, il Governo li ha trovati. Ma non per la Toscana: «Proprio di recente ha finanziato opere per 9 miliardi di euro - aggiunge Chelini - ma non un soldo in Toscana, né tantomeno per quest'opera. Mi pare che per gli uomini di Berlusconi le priorità siano altre».
Non c'è voluto molto perché centinaia di iscritti al più popolare social network si iscrivessero, portando il proprio contributo alla discussione. «Il progetto definitivo dell'autostrada tirrenica presentato da Sat - scrive in un post il vicesindaco di Orbetello, Marcello Stoppa - è il ribaltamento di ogni logica: la logica della condivisione delle scelte, la logica del rapporto tra infrastrutture e sviluppo economico di un territorio, la logica della gestione compatibile di risorse ambientali, la logica del rapporto con beni di proprietà pubblica come la attuale via Aurelia. Non deve stupire la proposta formulata da Sat, società privata che ovviamente mira al profitto, mentre è inconcepibile l'atteggiamento consenziente di istituzioni che devono valutare un'infrastruttura basandosi su parametri del tutto diversi incentrati fondamentalmente sulla salvaguardia dei cittadini, dei territori e delle loro economie».
La "multimedialità" della protesta è vista con favore anche dall'assessore al turismo della Provincia, Gianni Chelini: «Gozzo e Chiavetta stanno dando voce al popolo della rete - ci dice - e questo può essere solo un bene, perché aiuta a capire quale impatto avrà l'autostrada con questo progetto che proprio non ci piace. Ma ho apprezzato molto anche gli interventi, recenti, di Amato e Fusini. In sostanza, se i soldi non ci sono, meglio non farla e aspettare». Però i soldi, il Governo li ha trovati. Ma non per la Toscana: «Proprio di recente ha finanziato opere per 9 miliardi di euro - aggiunge Chelini - ma non un soldo in Toscana, né tantomeno per quest'opera. Mi pare che per gli uomini di Berlusconi le priorità siano altre».
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