Il Tirreno

Grosseto

Furti di auto e nel bar dell'hotel

<b>IN TRIBUNALE.</b> Il palazzo di giustizia di Grosseto
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IN TRIBUNALE. Il palazzo di giustizia di Grosseto

In due a processo per i raid messi a segno nell'estate scorsa

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 MONTE ARGENTARIO. Sono accusati di un raid in piena regola. Furti di auto e denaro, ma anche ricettazione di strumenti di navigazione satellitare e stereo. Per Dino Bertoli, 39 anni, e Giuseppe Politi, 55 anni, il gup Mezzaluna ha firmato il decreto di rinvio a giudizio per l'udienza che si terrà alla sezione distaccata di Orbetello il 13 ottobre.  Risalgono al luglio dell'anno scorso le contestazioni mosse dalla Procura nei confronti dei due uomini, del resto già conosciuti alle forze dell'ordine e agli uffici giudiziari. Primo furto di cui devono rispondere, quello di una Fiat 500 portata via a una santostefanese il 13 luglio: era posteggiata sotto casa, in via Appetito. Il 16 luglio è invece la data relativa ad altre due contestazioni: il furto di un'altra auto (una Fiat Uno, questa parcheggiata vicino al Bar Roxy) e quello di 60 euro in monete portate via dalla cassa del bar dell'hotel Don Pedro, alle Viste di Porto Ercole. Per commettere questo furto, Politi e Bertoli avrebbero forzato con una leva la porta posteriore del locale.  Ultima accusa, in ordine cronologico (15 e 16 luglio), quella di ricettazione. Prima un navigatore satellitare Tom tom rubato a un santostefanese (che aveva sporto denuncia il 6 luglio precedente). E poi uno stereo lettore cd-mp3 installato in una Fiat 600, la cui proprietaria aveva sporto denuncia di furto il 16 luglio stesso ai carabinieri di Porto Ercole.  I beni portati via erano stati ritrovati dai carabinieri, che li avevano restituiti ai proprietari dopo la perquisizione e i sequestri. Delle indagini si erano occupati i carabinieri della Compagnia di Orbetello, ciascuno per le sue competenze. Il giudice ha preso in esame, nel decidere per il rinvio a giudizio, anche le dichiarazioni spontanee dei due imputati. Erano stati ritracciati dall'Arma in una casa abusivamente occupata alla Feniglia, dove era stata individuata una delle auto rubate. Era lì che i militari avevano ritrovato la merce rubata: il denaro era contenuto in un sacchettino. P.S.

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