Sicurezza
IL CASO COLIBRÌ
Da noi solamente incontri culturali e nessun biglietto per l'ingresso
Elena Pocceschi presidente circolo Il Colibrì
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Mi ha lasciato perplessa il taglio colpevolista adottato sul caso del sequestro del circolo Il Colibrì affiliato Acli. Il procedimento è ancora e solamente nella fase delle indagini preliminari. E anche il provedimento di sequestro lo spiega molto correttamente. Ho comunque incaricato i miei avvocati, Romina Tomasciuolo, Francesco Alby e Riccardo Lottini, di predisporre il ricorso al Tribunale del riesame per ottenere l'annullamento. Purtroppo c'è la sospensione feriale e dunque i nostri argomenti e le nostre doglianze saranno presi in considerazione non prima della seconda quindicina di settembre. Ciò premesso, vorrei avere la possibilità di affermare la mia estraneità agli illeciti che mi vengono contestati. Io sono la presidente di un circolo socio-culturale che dallo scorso anno ha organizzato alcuni incontri tematici, non aperti al pubblico ma solamente agli iscritti Acli. Questa particolarità esclude a mio parere che gli eventi stessi siano soggetti alla disciplina sanzionatoria che invece viene invocata dalla Procura. Non è vero, come letto in un quotidiano, che il Colibrì in inverno era un ristorante e d'estate invece una discoteca. Le due attività sono nettamente distinte, l'attività di ristorazione è cessata e i locali sono stati dati in locazione al circolo socio-culturale che ha organizzato alcuni appuntamenti d'estate, unico periodo dell'anno in cui vi è la possibilità di usufruire dell'ampio spazio all'aperto di cui dispongono i locali oggetto di sequestro. Gli incontri si componevano di una prima fase, in cui si svolgeva la conferenza dibattito, dalle 19 alle 20,30, cui seguiva un momento conviviale di socializzazione e musica. L'ingresso agli eventi non avveniva previo pagamento di un biglietto di ingresso. Potevano accedere unicamente gli iscritti non solo al circolo Il Colibrì ma anche tutti gli associati ad altre strutture di base affiliate Acli. La cifra menzionata era esclusivamente l'importo per il rinnovo o la nuvoa adesione: non comprendeva alcuna consumazione e veniva interamente corrisposto all'associazione nazionale mentre includeva l'assicurazione contro gli infortuni. Chi era già associato non doveva sopportare alcuna spesa per l'ingresso o la partecipazione. Tra l'altro, le ragazze all'ingresso cui si fa riferimento negli articoli non erano hostess, come semrberebbe desumersi dalla lettura, ma membri della presidenza del Circolo, il cui compito principale era valutare le richiesta di adesione o di rinnovo. La nostra filosofia, in senso conforme alla democraticità propria delle Acli, è stata sempre quella di non poter impedire gli ingressi se non per motivi legati a evidenti violazioni delle regole di pacifica convivenza civile. Impossibile che siano state trovate persone non associate Acli. Al limite potrebbero essere state trovate persone che, pur associate, non avevano con sé la tessera: un computer ci permette di verificare la reale adesione, previa esibizione di un documento di identità. Comunque il sequestro non ferma la nostra voglia di creare aggregazione e socializzazione dei giovani. Per i mercoledì di agosto, il locale Style del Casalon si è proposto di ospitare e sostenere la serata Colibrì.
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