Sicurezza
Sanità. La donna: per fortuna è stato un errore senza conseguenze ma ho voluto rendere nota comunque questa storia
«Colecisti ok»: ma le era stata asportata
Lorenzo Santorelli
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OSPEDALE Un reparto del Misericordia Incredibile referto ecografico per una sessantenne che da 6 anni non ha più la cistifellea
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GROSSETO. Una paziente si reca all'ospedale Misericordia di Grosseto per sottoporsi ad un'ecografia all'addome. I risultati sulle condizioni della sua colecisti sono rassicuranti: «normodistesa, a pareti regolari, indenne da alterazioni del contenuto». Peccato che la signora non abbia più la colecisti da sei anni, dopo che le fu asportata in seguito ad un'operazione. Il caso, ascrivibile alla "fanta" sanità piuttosto che alla mala sanità, ha come protagonista una grossetana di 62 anni. A marzo del 2005 la signora viene ricoverata nel reparto di chirurgia generale, all'epoca diretto dal professor Pier Cristoforo Giulianotti, con diagnosi "litiasi della colecisti". Traducendo dal linguaggio medico, si tratta della formazione di alcuni calcoli nella cistifellea, l'organo a forma di sacchetto che costituisce il deposito per la bile prodotta continuamente dalle cellule del fegato. Eseguiti i controlli pre-ospedalizzazione (raggi x al torace, esami ematici) che danno risultati nella norma, la signora viene sottoposta a colecistectomia laparoscopica, un'operazione che permette di inserire nell'addome del paziente, attraverso una piccola incisione cutanea, uno strumento ottico chiamato laparoscopio. L'intervento fila liscio senza alcuna complicazione e alla signora viene asportata la colecisti. Con un balzo di sei anni, arriviamo a luglio 2011. La stessa signora torna alla Asl 9, questa volta al reparto di radiologia, per sottoporsi ad un'ecografia completa all'addome. Fegato, pancreas, milza, vescica e aorta sono alcuni degli organi presenti nel referto. Ma ciò che salta agli occhi della paziente e del suo medico curante è quella «colecisti normodistesa, a pareti regolari, indenne da alterazioni del contenuto». Non che gli esiti del check up fossero preoccupanti, tutt'altro, però la colecisti che compare nel referto in realtà era scomparsa da sei anni dal corpo della signora. «Oltre al mio di anonimato ho voluto preservare anche quello del dottore che mi ha avuto in cura - dice la donna che stringe fra le mani i referti "sbianchettati" sia del suo nome sia di quello del medico - perché è stato un errore per fortuna senza conseguenze. Però ho voluto rendere pubblica la storia perché chi lavora con la salute delle persone non può essere così distratto».
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