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Grosseto

Tirrenica: un libro scatena lo scontro

Guido Fiorini
<b>IL DIBATTITO.</b> In piazza Magenta a Capalbio
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IL DIBATTITO. In piazza Magenta a Capalbio

Botta e risposta tra Paffetti e Bargone alla presentazione a Capalbio

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 CAPALBIO. Anche un libro può essere occasione di scontro sull'autostrada. Ma in questi giorni caldi non poteva essere altrimenti. Succede così che alla presentazione di "La strada dritta" di Francesco Pinto, ex direttore di Rai Tre, ci siano oltre ai padroni di casa del Comune di Capalbio, anche il sindaco di Orbetello Monica Paffetti e il vice Marcello Stoppa.  E, seduti accanto a loro, Antonio Bargone, presidente di Sat e commissario ministeriale per la Tirrenica e Pietro Ciucci, presidente di Anas.  Così la riflessione sul libro, organizzata in una piazza Magenta stracolma da Andrea Zagami di CapalbioLibri, si è trasformata in un acceso dibattito sulla Tirrenica.  Il libro di Pinto racconta l'impresa, tutta italiana, della realizzazione dell'autostrada del Sole. Era il 1956, ma in 8 anni fu costruito il tratto da Milano a Napoli: «Certo erano altri tempi, c'era meno attenzione all'ambiente, le popolazioni erano meno consapevoli di adesso - ha detto Pinto - ma quell'opera unì l'Italia, in tutti i sensi. Non c'è, al momento, niente di simile in Italia».  Il parallelo con la Tirrenica è venuto fuori in un attimo. E Antonio Bargone e Pietro Ciucci hanno sottolineato quanto l'opera sia importante in ottica europea, unico tratto che manca sulla costa dalla Spagna all'Italia. E qui da Monica Paffetti e Marcello Stoppa sono arrivate le critiche, inevitabili, sul tracciato.  «Abbiamo detto a Bargone e Ciucci - racconta Marcello Stoppa - che certe cose sono giuste dal loro punto di vista, loro del resto di mestiere fanno i costruttori di autostrade, ma che noi siamo i custodi del territorio. La gente ci ha scelto anche per tutelare le loro case, i loro campi, le loro aziende. E che il progetto, così com'è, potrà avere anche una valenza europea, ma danneggia la gente e l'ambiente di Orbetello. Insomma, che non si deve fare per forza, che serve un progetto condiviso».  E Bargone ha difeso con forza il tracciato. Ma alla fine ha ammesso che la conferenza dei servizi, partita da qualche giorno, dovrà servire a trovare una soluzione: «Mi rendo perfettamente conto - ha detto - che non siamo più nel 1956. E che serve un dialogo con i territori. La procedura è in corso, c'è la conferenza dei servizi». «Allora non ci calate il progetto dall'alto» hanno replicato Paffetti e Stoppa. Il dialogo, insomma, per il momento pare lontano.

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