Il dolore
Bono vola via dal Baccarini
Francesca Gori
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AUTOGRAFI. Bono incontra i fans davanti al Baccarini Vino e gadget per il cantante degli U2 in vacanza con Stipe (Rem) e Lennon
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GROSSETO. Per qualche ora, la presenza di Bono, il cantante degli U2, in Maremma era sembrata quasi una bufala. E invece, ieri pomeriggio, il frontman della band irlandese più famosa del mondo ha messo piede all'aeroporto Baccarini. La vacanza lampo in Maremma è finita così, con la partenza dallo scalo civile da dove è decollato con la moglie, i figli, il cantante dei Rem, Michael Stipe e Julian Lennon, il figlio di John, verso Nizza a bordo di un Falcon, un jet privato che stava aspettando Bono sulla pista. Due furgoni Mercedes, uno grigio, l'altro nero, con i vetri oscurati sono entrati nel parcheggio del Baccarini ieri pomeriggio poco prima delle 17. L'aeroporto deserto, il sole della Maremma a picco sulle teste di una decina di persone che sapevano che Bono sarebbe arrivato. Conoscevano l'orario del volo. E al Baccarini, non si scappa. Al limite, si può evitare di fermarsi. Ma di fronte a pochissimi fans, Bono, abituato alle folle oceaniche, ha deciso di autografare foglietti, stringere mani sudate, dare qualche bacio qua e là. Senza bisogno di guardie del corpo appiccicate. Michael Stipe, invece, si è sfilato subito. È entrato dentro la sala d'attesa del Baccarini, si è fatto rivedere solo più tardi, da lontano, quando è salito sulla scaletta del jet. Il blitz maremmano di Bono è durato poco. Una notte, non di più. Ma ieri, dalla Maremma, il cantante degli U2 ha deciso di portare via qualche ricordo. Tante bottiglie di vino, impacchettate e pronte a decollare verso Nizza, una cassa di legno con una magnum di Franciacorta. Bono si ferma, parla, firma autografi. «In Maremma ci sono stato poco ma tornerò». Una promessa. Perché la Toscana, Bono, la conosce. C'era stato e lo sa, come è fatta la gente. Ieri al Baccarini, la dimostrazione di chi siano i maremmani. Dei fans che ha sparsi per il mondo, anche qua. Tra le mani si ritrova un 45 giri acquistato da Michele De Masi, fondatore del fanclub Zooitalia. «Non lo vendere, vale una fortuna», dice Bono. E ora, con quella firma fatta con il pennarello al Baccarini, vale ancora di più. Vale un batticuore. Altro servizio nell'inserto Estate
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