Il Tirreno

Grosseto

Rischio amianto in due bagnetti di Marina

Federico Lazzotti
<b>BAGNO SIRENA.</b> Una delle due coperture finite nella rete dei controlli
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BAGNO SIRENA. Una delle due coperture finite nella rete dei controlli

Allarme dell'Asl su tettoie e coperture. Il Comune: subito controlli

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 GROSSETO. Rischio amianto in due bagnetti di Marina di Grosseto. L'allarme lo ha lanciato il dipartimento prevenzione igiene e sanità dell'Asl 9 a seguito di alcuni controlli di routine effettuati nelle scorse settimane lungo il litorale. Tramessi gli atti al Comune, giovedì il sindaco ha firmato due ordinanze nelle quali obbliga i titolari degli stabilimenti balneari a rischio ad effettuare, entro un mese, delle analisi per verificare «la composizione e lo stato dei fabbricati» e dunque, la possibilità che le fibre di amianto delle quali sono composte, magari a causa del degrado delle strutture per via degli aventi atmosferici, si possano disperdere nell'aria.  Nel mirino dei controlli di Asl 9 e polizia municipale sono finite le tettoie in lastre ondulate del bagno Sirena, sul Lungomare Leopoldo II di Lorena e quelle dei bagni Tre Stelle di via Letizia. «Si tratta - spiega Maurizio Spagnesi, direttore del dipartimento prevenzione di igiene e sanità dell'Asl 9 - di controlli programmati che facciamo da due anni per monitorare la situazione bonificare i bagnetti della costa. In questi due casi - va avanti- si tratta di tettoie in eternit costruite con fibre di amianto. Di per sé non sono pericolose, non c'è nessun allarme al momento, ma è necessario valuatarne lo stato. E questi controlli vanno proprio in questa direzione».  Un pericolo imminente, dunque, non c'è, ma «il rischio - prosegue Spagnesi - è che il tempo le usuri e che il reticolo si possa sfaldare liberando particelle di amianto nell'aria».  Entro il prossimo 4 settembre i proprietari dei due bagnetti finitii nel mirono dei controlli, dovranno provvedere a quello che nell'ordinanza del Comune viene descritto come «processo diagnostico», vale a dire, attraverso una laboratorio specializzato, eseguire una valutzione sullo stato di salute delle coperture.  A questo punto, a seconda dei risultati, i proprietari avranno due mesi di tempo per «la bonifica dei manufatti». Tre le strade che possono imboccare. «In questi casi - spiega Spagnesi - la cosa migliore è fare quello che hanno fato in altri bagnetti, e cioè smantellare le coperture a rischio attraverso le ditte specializzate. Oppure vanno incampsulate per evitare che si sfaldino con il passare del tempo».

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