Sicurezza
MAREMMANDO
Meno barche in mare all'Argentario Anche questo non è un buon segnale
Maurizio Costanzo
◗
Maurizio Costanzo 2 MINUTI DI LETTURA
segue dalla prima Una crisi che non credo abbiano inventato i croati o gli jugoslavi per portarci via turisti. Guardo il mare dell'Argentario quasi per niente solcato da barche, anche solo barchette, come forse lo guardava Caravaggio quando si recava sulla spiaggia della Feniglia che purtroppo gli fu fatale. Non rimpiango le barche invasive abitate da contemporanei ciacolanti, ma metto in fila i segni di assenze, sulle strade o in mare, che non mi tranquillizzano. Talvolta, a sera, penso che il "cappello" di nubi o di foschia che circonda la vetta del Monte Argentario non sia segnale di brutto tempo ma di brutti pensieri di quella montagna. Spero e mi auguro che, maremmando maremmando, le cose, per tutti, vadano un po' meglio. Una volta, un po' di anni fa, venni a sapere di una storia legata al Ferragosto di secoli addietro. Se ritrovo gli appunti che presi raccogliendo una testimonianza, la scriverò in questa colonna. La Maremma, peraltro, è piena di storie e di leggende che gli anziani dovrebbero avere l'accortezza di dettare a qualcuno per poi magari inviare il tutto ad Antonio Damasco, Direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare che da tempo sta girando l'Italia fermandosi in ogni più piccolo centro raccogliendo storie, dicerìe, leggende di ieri e dell'altro ieri. È importante che il materiale relativo al passato non vada disperso, come purtroppo spesso è accaduto, perché, l'ho detto e scritto molte volte, non c'è futuro senza passato e le storie e le leggende sono il tessuto connettivo che, almeno da centocinquant'anni hanno tenuto insieme l'Italia. Maremmando, maremmando.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
