Finanza
Caccia notturna alla pantera
Alfredo Faetti
Appostamenti e gabbie con la carne per catturare Baghera
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GROSSETO. Gabbie con della carne come esca, appostamenti notturni e setaccio del bosco. Inizia la caccia a Baghera, la pantera nera avvistata a Prata. È quella la zona sotto il microscopio della Forestale, secondo cui ci sono elementi per pensare che il felino sia davvero arrivato in Maremma. Non ci sono prove per confermare con certezza che c'è una pantera a Prata. Però neanche che escludano definitivamente l'ipotesi. La segnalazione arrivata da Grosseto ha poca attendibilità, secondo gli addetti ai lavori. Quella partita dalla frazione massetana, invece, ne ha molta. Soprattutto grazie alla descrizione fornita dalla coppia fiorentina che dice di aver avvistato l'animale mercoledì mattina. Non sono alla ricerca di fama i due protagonisti. Anzi, l'uomo sembra sia un po' indispettito dalla "notorietà" che questa vicenda gli ha regalato. Ma sono i dettagli dati dalla coppia a rafforzare la veridicità della segnalazione: l'uomo ha detto alla Forestale che quell'animale aveva una lunga coda (al contrario dei gatti selvatici, che invece ne hanno una corta), gli occhi gialli e una corporatura che rispecchia quella di una pantera. Il pensionato ha anche raccontato come il felino si sia arrampicato con le zampe sopra ad un albero, altra caratteristica tipica del genere animale in questione. E' da questi dettagli che la Forestale ha deciso di muoversi concretamente, al di là dei sopralluoghi finora svolti. Nei prossimi giorni saranno sparse nella campagna di Prata, nei pressi della casa della coppia, una seire di trappole date in concessioni dalla Provincia. Consistono in gabbie in cui verrà messa all'interno dela carne come esca: se Bagherà entrerà per mangiarla, la gabbia si chiuderà automaticamente. Poi verranno organizzati degli appostamenti notturni, perchè la pantera è un animale che caccia di notte. Durante il giorno è difficile che esca dal bosco. In questo senso la speranza degli uomini della Forestale è quella di riuscire almeno a vederla, se c'è. Anche perchè gli esperti spiegano che una pantera può in effetti adattarsi all'habitat della macchia mediterranea. Intanto, gli esploratori hanno già scattato delle foto ad alcuni campioni di feci, ma senza raccoglierle, dato che dall'analisi non arriverebbe nessuna conferma. Poi c'è il capitolo impronte. Non è del tutto vero che non è stato trovato niente: dei segni intorno all'albero dove la pantera sarebbe salita ci sono. Però potrebbero essere stati lasciati anche da un cinghiale. Infine, il terreno non gioca a favore in questa caccia: è argilloso e secco, in questa stagione, per di più ricoperto da fogliame e vegetazione. In pratica, spiegano gli esperti, è davvero minima la possibilità che una pantera possa lasciarci impresse delle orme.
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