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Silvestri a Festambiente: «Prometto un concerto ruspante»

 Sara Landi
<b>IN CONCERTO </b>A Festambiente Daniele Silvestri
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IN CONCERTO A Festambiente Daniele Silvestri

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 RISPESCIA. La sua prima volta a Festambiente fu nel 1997. Poi ci è tornato nel 2002 e nel 2008. Stasera porta a Rispescia oltre al suo repertorio storico i nuovi pezzi di "S.C.O.T.C.H.", uscito a marzo. Daniele Silvestri è un gradito ritorno.  «È sempre un piacere tornare qui ma penso sia così anche per i mie colleghi. Questo concerto è diverso dagli altri, in molti sensi. Il parco dell'Uccellina è bellissimo ma poi è bella l'atmosfera, direi "ruspante" però nel modo giusto».  Un'edizione resa speciale dal risultato dei referendum.  «Tutto il tour che sto facendo è influenzato dai referendum: porto in giro un disco in cui cerco di raccontare il paese e mentre lo faccio ho finalmente qualcosa di buono da dire di questo paese».  Un paese che in "Precario è il mondo" chiami lo Stivaletto, declassandolo. Ma cos'è che malgrado tutto tiene unito il Paese?  «Se serviva una prova che ci fosse ancora un Paese l'abbiamo avuta con il referendum. Perché la società civile non la fanno le leggi né i politicanti ma i cittadini e per i referendum il Paese si è mobilitato nonostante siano stati osteggiati in tutti i modi. Il risultato ci dice che se c'è un riscatto possibile per l'Italia è nella società civile. Nel resto c'è ben poco, spiace generalizzare ma ormai è inevitabile farlo. Lo dico nell'album e se non bastasse la mia parola c'è quella di Gaber».  In un album di inediti, il tributo di "Io non mi sento italiano", perché?  «È una canzone di dieci anni fa ma non li dimostra: sono le parole amare di chi fa fatica a trovare motivi per sentirsi orgoglioso di essere italiano. È un sentimento comprensibile se pensiamo a come siamo visti da fuori e gran parte della responsabilità è di chi ci rappresenta».  Che concerto sarà?  «Posso dire con un certo orgoglio che ogni mio concerto è diverso dagli altri. Credo sia anche un dovere dell'artista sfruttare l'energia del posto e adattarsi alla situazione. D'altronde lavoro ormai da più di dieci anni con gli stessi musicisti, ci intendiamo al volo e ogni concerto diventa un botta e risposta con il pubblico sotto il palco. E prima di arrivare in un posto so già grazie al web quali canzoni non posso non fare perché il pubblico se le aspetta».  Quindi hai un rapporto intenso con i social network, come dimostra anche la parodia della canzone "La gatta" di Gino Paoli che diventa "La chatta".  «Grazie alla mia compagna e al mio staff che mi aiutano a curare blog e Facebook sono salvo da quel tunnel in cui so che si può finire però i social network sono senz'altro strumenti utili per un artista. Anche se poi accontentare le richieste di tutti è impossibile. Ad esempio so già quale canzone non posso non fare a Festambiente».  Ma non la anticipiamo. Per scoprirlo appuntamento stasera alle 22,30 sotto il palco di Festambiente.

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