Finanza
«Le sagre vanno disciplinate»
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POLEMICA. Sulle sagre interviene anche l’associazione dei commercianti e la politicaPaolo Regina (Ascom) interviene nel dibattito dell'estate «No a una ristorazione parallela, ci si accordi con gli esercenti»
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ORBETELLO. «La finalità sociale delle sagre è sicuramente importante, ma non per questo deve essere una ristorazione parallela a quella già esistente»: così Paolo Regina, direttore dell'Ascom Confcommercio della provincia di Grosseto, vuole sottolineare la posizione della categoria nei confronti delle tantissime manifestazioni enogastronomiche estive. Al riguardo ricorda una normativa restrittiva della Provincia per limitare il proliferare di sagre che non rispettino le caratteristiche e la tipicità alimentare proprie del territorio. Sta ai Comuni applicare questo potere coercitivo, anche a tutela degli esercizi commerciali, individuando le feste popolari che rappresentano le peculiarità locali e negando il consenso a eventi di dubbia originalità e provenienza. «Proprio per questo - spiega Regina - abbiamo deciso di tenere un libro bianco per raccogliere tutte le informazioni relative ai suddetti avvenimenti; siamo del parere che la promozione locale, per il finanziamento di attività culturali/sportive del posto, non debba nuocere i pubblici esercizi». Proprio per questo l'Ascom avanza la proposta che potrebbe mettere finalmente tutti d'accordo: inserire le sagre in un quadro di organizzazione turistica più generale, nel quale ogni elemento del tessuto ristorativo possa partecipare, proponendo proprie specialità. «L'ideale sarebbe organizzare un accordo con gli esercenti -afferma Regina - in modo che possano garantire un menu a prezzo fisso che proponga un'alternativa per i clienti i quali, in periodo di crisi, sono attratti da questi provvisori "ristoranti all'aperto"». Tirando le conclusioni, per l'Ascom, come gli interessi di chi gestisce un ristorante, con spese fisse tutto l'anno, devono essere tutelati, così anche al turista deve essere assicurato un servizio valido e non troppo esoso.
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