Il Tirreno

Grosseto

La guerra dell'olio è combattuta a colpi di griffe

Fiora Bonelli
<b>OLIVASTRA.</b> Una bottiglia con l&#146;olio seggianese
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OLIVASTRA. Una bottiglia con l’olio seggianese

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 SEGGIANO. Si è composta la guerra per il marchio dell'olio Seggiano dop, che si era combattuta senza esclusione di colpi fra il Consorzio di olivastra seggianese Seggiano dop e l'azienda Peregrine che imbottiglia il suo prodotto sotto l'etichetta Seggiano.  Una battaglia durissima in cui ognuna delle parti in causa avanzava le proprie ragioni. Il primo, il consorzio, è una realtà storica e consolidata sull'Amiata e che aspettava trepidante il marchio per lanciarsi sul mercato; la seconda, invece, un'azienda inglese già nota a livello internazionale e che per prima ha iniziato a esportare olio (e altri prodotti) sotto il marchio Seggiano, garantendo un olio di eccellenza e tutto di produzione seggianese, tanto che moltissimi agricoltori e olivicoltori del luogo conferiscono i raccolti proprio ai Peregrine. Altrettanto ottime sono però le ragioni del Consorzio, che per ottenere il marchio ha speso 20 anni e sognava di promuoverlo con la denominazione "Seggiano". Tale e quale ai Peregrine, che però li hanno battuti sui tempi. Ma il consorzio non ha voluto rinunciare al proprio sogno e dopo scontri, ricorsi e battaglie sembra che i due contendenti ce l'abbiano fatta e l'esito potrebbe arrivare a breve da Bruxelles.  Ma alla fine quali sono stati i termini dell'accordo? Partendo da una considerazione di buon senso, e che cioè c'è posto per tutti, le parti hanno convenuto che ciascuna etichetterà con la denominazione "Seggiano". E il Consorzio, naturalmente, con "Seggiano dop", griffe ottenuta di recente. Il logo del Consorzio deve però essere sensibilmente diverso da quello dei Peregrine e non deve contenere i colori verde e oro, così come compare nell'etichetta dell'azienda inglese. Su questo punto Consorzio e Peregrine si sono incontrati e i commercianti inglesi hanno rinunciato a chiedere la modifica del disciplinare del Consorzio, richiesta che avrebbe fatto slittare l'operazione dell'Igp che invece il Consorzio vuol accelerare dopo 20 anni di attesa. «Siamo soddisfatti di questo ritrovato accordo - dice Oriano Savelli presidente del Consorzio di olivastra seggianese - Speriamo tutti che esso giungerà a buon fine con l'imprimatur finale di Bruxelles che dovrà dire sì alla bontà del nostro accordo. I tempi della risposta non li conosciamo ma speriamo siano brevissimi. Intanto continueremo a utilizzare il nostro marchio Igp come ci permette di fare la legge per la fase transitoria».

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