Il Tirreno

Grosseto

La protesta del sindacato: «Dobbiamo utilizzare i nostri telefoni»

La Forestale resta a piedi

Alfredo Faetti
<b>PROTESTA.</b> Del sindacato della Forestale
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PROTESTA. Del sindacato della Forestale

Una sola Fiat Panda con gli pneumatici finiti

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 GROSSETO. Una sola Fiat Panda a disposizione, niente pneumatici nuovi e linea telefonica tagliata. Non è un disoccupato in difficoltà, ma il Comparto operativo del corpo della Forestale di Grosseto, che dopo i tagli di Roma si trova in una crisi senza precedenti.  I problemi nascono dalla capitale. Lì sono due i soggetti a cui il Comparto fa riferimento: il governo e i vertici del corpo. Il primo ha tagliato i fondi da destinare a tutte le forze di polizia mentre i secondi sono mancati in una vera razionalizzazione delle spese. «Sono state create, nel corso degli anni, delle nuove competenze che però non sono previste dalla legge del 2004, quella che ha riformato il nostro corpo. - spiega Salvatore Foti, segretario provinciale del Sapaf (Sindacato autonomo polizia ambientale forestale) - E adesso queste nuove competenze stanno "mangiando" tutte le risorse». Ad esempio la gestione dei parchi, prima affidata ad altri soggetti, è finita sotto i compiti della Forestale, prendendo una fetta dei soldi prima destinati alle attività principali del corpo, come il controllo, la prevenzione e il soccorso. «Adesso non abbiamo i mezzi per poter svolgere tutti i servizi per cui veniamo chiamati e dobbiamo rivolgerci ad altri, come i carabinieri» continua Foti. La situazione è drammatica. Basta fare la lista dei problemi elencati dal sindacato per rendersene conto: alcuni comandi sono senza telefono, perchè l'amministrazione non ha pagato le bollette (costringendo talvolta gli uomini in quelle stazioni a utilizzare il proprio cellulare), mancano i soldi per cambiare i pneumatici alle auto (la Forestale ha come territorio di competenza le zona montane o rurali) e i due comandi più prestigiosi della provincia, Massa Marittima e Grosseto, dispongo soltanto di una Fiat Panda a testa, con quella del capoluogo che ha già diverse decine di migliaia di chilometri di carriera. «In queste condizioni non riusciamo a svolgere il nostro lavoro. - spiega Foti - Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una chiamata e per dare il servizio al cittadino, dato che l'auto aveva il differenziale rotto, siamo dovuti uscire con la nostra macchina». Il colmo, è il caso di dirlo, è ad Ansedonia. Qui «il Nucleo antincendi, in piena estate quando il rischio è maggiore, è rimasto sprovvisto dell'autobotte perchè mancano 200 euro per riparare un guasto meccanico». Da qui il grido del Sapaf: «Le poche risorse stanziate per il funzionamento del corpo, vengono concentrate su obiettivi che poco hanno a che fare con i suoi compiti. Mantenere reparti senza mezzi idonei, vuol dire mantenere uomini e donne in uniforme che difficilmente riescono a garantire un buon servizio alla collettività».

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