Finanza
«Disco illegale», Colibrì chiuso
Federico Lazzotti
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SOTTO SEQUESTRO. Il circolo Colibrì a Istia DOmbrone Sigilli al circolo: «Locale abusivo». Indagata la titolare
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GROSSETO. In inverno ristorante, d'estate dietro una facciata da circolo Acli, riservato ai soci, si nascondeva una discoteca che organizzava serate pubblicizzate su Internet alle quali partecipavano centinaia di ospiti. All'ingresso, invece del controllo, un'iscrizione fittizia che in cambio prevedeva la tessera e una bevuta. In più - scrive il giudice Marco Mezzaluna nel decreto di sequestro - all'interno del locale non erano rispettate le norme di sicurezza previste per questa tipologia di intrattenimento. I responsabili, infatti, avrebbero dovuto ottenere l'autorizzazione effettuando tutte le verifiche che riguardano la normativa antincendi, quella per le vie di fuga e la stabilità dell'edificio. È con queste motivazioni che giovedì mattina la polizia ha messo i sigilli al circolo Acli Colibrì club, in località La Vigna, sulla strada per Istia d'Ombrone e indagato con l'accusa di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo il presidente protempore del circolo Elisa Pocceschi, 30 anni. È il quarto locale a Grosseto in tre mesi e mezzo che finisce nei guai a livello amministrativo oppure penale per irregolarità: il primo era stato il Pepe Nero, poi il Nob, la scorsa settimana l'Orobianco e adesso il Colibrì. Il controllo da parte degli agenti di polizia, municipale e vigili del fuoco è avvenuto mercoledì 22 giugno. Ad attirare l'attenzione degli inquirenti la pubblicità comparsa su Facebook nei giorni precedenti nella quale si sponsorizzava la serata. Quando gli agenti sono arrivati lungo la Scansanese non hanno trovato un circolo privato ma una discoteca aperta a chiunque. «All'interno una pista da ballo delimitata da tavoli e sedie con la postazione dj». Gli agenti hanno contato all'interno del locale 350 persone. Di queste ne hanno identificate 337. Tutti ragazze e ragazze che, anche senza essere soci del club, prerogativa per avere gli sgravi fiscali di cui godono i circoli privati, «sono potuti entrare pagando dieci euro», si legge del decreto di sequestro. Dalle indagini risulta anche che il pubblico esercizio "Ristorante colibrì", aveva prima sospeso l'attività il 27 luglio dell'anno scorso per consentire l'uso dei locale ai soci. E poi riaperto i battenti il 25 novembre dello stesso anni e poi di nuovo interrotto l'attività lo scorso 18 maggio, in concomitanza con l'inizio della stagione estiva. Scrive il giudice «con l'evidente finalità di aggirare le normative sulla sicurezza per l'attività di intrattenimento danzanate». Il controllo dello scorso 22 giugno non era il primo al quale il locale veniva sottoposto. La settimana precedente, infatti, la polizia municipale aveva già accertato nel locale lo svolgimento di una festa da ballo. «Niente - conclude il giudice - è servito a far cessare la condotta illecita». Tanto che il 18 luglio, sempre su Facebook, gli investigatori hanno trovato un'altro avviso nel quale si pubblicizzava l'ennesima festa con musica e dj. L'ultima prima dei sigilli.
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