Il vicesindaco Iacomelli torna sui veleni di Gavorrano
«Nessuna pressione dall'alto sull'ineleggibilità di Borghi»
Al.Fae.
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Elisabetta Iacomelli e, a destra, Jurij Di Massa 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Il vicesindaco Elisabetta Iacomelli chiarisce quanto ha detto durante l'ultima conferenza stampa dopo aver saputo dell'azione popolare mossa dalla prefettura nei riguardi dell'eleggibilità di Massimo Borghi dal capogruppo del centrodestra, Jurij Di Massa. Torna a precisare le dichiarazioni fatte perchè non vuole che alcuna delle parole pronunciate quella mattina vengano fraintese da nessuno. In questo senso, in una breve nota, scrive: «non sono a conoscenza né ho avuto notizia da soggetti terzi, di interferenze presso la prefettura per l'esercizio dell'azione popolare». Infatti nel centrodestra quelle dichiarazioni non sono piaciute affatto. Troppe voci e troppi veleni si annidano nella vita politica di Gavorrano, anche adesso nei riguardi dell'eleggibilità del sindaco Borghi. C'è chi parla di pressioni fatte al prefetto Giuseppe Linardi, chi di complotti e altro ancora. In questo senso le parole, da parte delle istituzioni, devono essere dosate e contate con il contagocce, in modo che non ci siano fraintendimenti. Di Massa, dal canto suo, da quando è uscita la notizia dell'azione della prefettura, ha sempre chiarito come lui fosse completamente all'oscuro delle intenzioni del prefetto, smentendo anche le voci che dicevano di un interessamento di "fonti romane" del suo schieramento per la vicenda gavorranese. E ora anche il vicesindaco Iacomelli si allinea, dicendo di ritenere «che il ministero dell'Interno può agire attraverso le sue articolazioni periferiferiche, quali sono le Prefetture competenti, che ritengo essere organi istituzionali avulsi da qualsiasi influsso politico».
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