Il Tirreno

Grosseto

Il 2011 è l'anno nero dell'economia

Enrico Pizzi
Il 2011 è l'anno nero dell'economia

Dall'edilizia in ginocchio un "effetto traino" verso il basso

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 GROSSETO. Sono già 76 le aziende - in 7 mesi - che chiedono un contributo per non licenziare quasi 200 lavoratori e nel 2010 erano state 60 in tutto l'anno, per 149 posti di lavoro.  «Sono numeri che dicono che la crisi in provincia di Grosseto continua a mordere - commenta Mauro Ciani, direttore di Rete Imprese Italia Grosseto - ma dicono anche che le misure predisposte dalla Provincia sono azzeccate».  La proiezione per il 2011 dell'utilizzo del fondo stanziato dalla Provincia per sostenere la piccola impresa artigiana intervenendo sul costo del lavoro e salvaguardando, così, l'occupazione, è preoccupante. E visto che non c'è solo l'artigianato in crisi, ma anche il commercio e il turismo segnano il passo, Ciani non può che vedere con favore il recente allargamento anche a questi settori delle misure a tutela dell'occupazione. «Se guardiamo all'agricoltura, al turismo e all'artigianato - dice Ciani - non troviamo un solo settore che non sia in crisi. Gli unici dati positivi ci arrivano dall'export dell'agroalimentare che ha subito la crisi prima degli altri settori, ma oggi, con la ripresa dei mercati, soprattutto quello americano, vede gli ordinativi tornare sui livelli del 2008-2009».  Se tutti soffrono, però, c'è il comparto edile, e tutto l'indotto che è collegato, che non solo soffre, ma rischia di produrre un effetto traino su tutta l'economia provinciale.  Vari i fattori, che tutti insieme e concentrati in un solo periodo, hanno contribuito a frenare le costruzioni. «Un primo fattore - ricorda Ciani - è rappresentato dal fatto che in provincia di Grosseto è altissima la percentuale, oltre il 75%, di chi già possiede una prima casa e se c'è uno sviluppo possibile è legato soprattutto alla ricerca di un miglioramento della qualità abitativa». L'aver ridotto i vincoli che limitavano l'immissione sul mercato di case in aree Peep sarà un aiuto, ma «è troppo presto - dice Ciani - per valutare i risultati della immissione sul mercato di quelle abitazioni».  Altro problema, dalla doppia faccia, è quello del credito. «La sensazione che abbiamo - dice Ciani - è che nel 2011 sia in atto una forte flessione del credito accordato alle imprese e che il settore dell'edilizia sia diventato da privilegiato a discriminato dalle banche, perché ormai considerato ad alto rischio». L'altra faccia è la difficoltà che trovano, le famiglie, a contrarre mutui, vista la tendenza delle banche ad accorciare, ormai, i tempi di ammortamento, che significa rate più alte.  Qualche boccata di ossigeno sarebbe potuta arrivare dal piano casa, ma «si è perso il treno, in Toscana, dove il piano - spiega Ciani - è stato condizionato a tutta una serie di vincoli che, di fatto, ne hanno impedito la realizzazione, danneggiando soprattutto la piccola impresa che con quel piano, fatto di ampliamenti e ristrutturazioni, avrebbe potuto lavorare».  Sul fronte dei lavori pubblici, poi, se, da una parte, Ciani sototlinea le parole del presidente del consiglio comunale di Grosseto Paolo Lecci, riguardo alla possibilità di andare alle procedure negoziate per gli appalti sotto la soglia del milione di euro - «è la prima volta - osserva - che la politica dà un indirizzo di questo genere» - dall'altra non può che sottolineare che i vincoli del patto di stabilità, che costringono le imprese a lavorare senza essere pagate nei tempi previsti, stanno strozzando il sistema.

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