Il Tirreno

Grosseto

Tirrenica: si tratta, ma non sul pedaggio

Guido Fiorini
Un momento della riunione di ieri al ministero dei Trasporti
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Un momento della riunione di ieri al ministero dei Trasporti

Alla conferenza di servizi aperture sul progetto, per gli sconti ai residenti enti locali e Sat siamo lontani

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ROMA. Sul progetto per la Tirrenica ci sono i margini per trattare. Di fronte ai territori compatti su posizioni contrarie, unica eccezione Capalbio e Piombino, i vertici della Sat hanno dato disponibilità a trovare un punto d'incontro, purché non si pretenda di tornare al 2008.

«Contiamo di andare al Cipe entro dicembre - ha detto Antonio Bargone, al tempo stesso commissario ministeriale e presidente della Sat, all'apertura della conferenza dei servizi - quindi ci sono tre-quattro mesi per ascoltare, anche in incontri separati che stiamo mettendo in calendario, le richieste degli Enti e trovare soluzioni condivise. A patto che non ci siano dei "no" pregiudiziali». E la stessa apertura è giunta dall'amministratore delegato di Sat Ruggiero Borgia, disponibile anche a studiare un'ipotesi di variante per Albinia (ma non per Orbetello Scalo), che però ha chiuso il suo intervento in difesa del progetto con un chiaro: «Più opere e meno pedaggio è un'equazione irrisolvibile».

Perché proprio sul pedaggio, oltre che sulle complanari insufficienti, si sono concentrate le richieste degli Enti locali, ribadite in primo luogo dall'assessore regionale Luca Ceccobao che ha sospeso il giudizio per vedere se, nel corso della conferenza dei servizi, qualche istanza sarà accolta: «Vogliamo discutere la qualità del progetto - ha detto -. Servono più complanari e in continuità, un sistema di pedaggio più equo con sgravi per chi usa l'autostrada più spesso, e un'ipotesi di variante per la zona di Albinia e Orbetello».

Il pedaggio è il nodo principale. Che sta a cuore a tutti i comuni della fascia costiera, allineati negli interventi, ma anche alle due Province. «Serve un sistema con barriere aperte - ha detto il vicepresidente di Grosseto, Marco Sabatini - per consentire libera circolazione all'interno dei territori ai pendolari e pagamento solo sulle lunghe percorrenze. Anche per evitare che il traffico pesante si riversi su una viabilità alternativa che è del tutto insufficiente. Si deve tornare il più possibile verso il progetto del 2008, altrimenti chiediamo al ministero di revocare la concessione alla Sat».

«Il pedaggio previsto da Sat - ha aggiunto Giorgio Kutufà, presidente della Provincia di Livorno - è quasi il triplo di quello dell'Autosole. Così non saremo mai competitivi con il corridoio tirrenico. E rischiamo di intasare di traffico i nostri centri sulla costa».

Nonostante la sostanziale apertura a modifiche "sostenibili", l'Ad Ruggiero Borgia ha difeso il progetto: «Lo abbiamo fatto per avere un nuovo punto di partenza, visto che quello del 2008 è di fatto cancellato. E, diciamolo, costava davvero troppo, la metà del ponte di Messina. Ora andiamo a trattare. Ma non si dica che non è prevista viabilità alternativa, perché realizziamo 90 km di complanari, 30 di tratti secondari e ne riqualifichiamo 70 km. E lo stesso costo del pedaggio è valutato per il 2017, non per il 2011. Siamo nella media».

Borgia ha anche illustrato i dati del traffico e altri dettagli del progetto: «Sono previste nel 2017 ventimila auto al giorno, ma solo da Rosignano a Venturina e da Civitavecchia a Capalbio, in mezzo (in Maremma, ndr) saranno solo 11mila. E sulla viabilità locale se ne sposteranno il 10%, non di più. Inoltre stiamo studiando un percorso ciclopedonale che parta da Livorno e arrivi a Civitavecchia. E di stazioni di servizio, su 36 che ci sono adesso, molte piccole e con orari "comunali", ne resteranno 8, saranno aperte 24 ore su 24 e al servizio dei prodotti locali».

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