La manifestazione
Fucili contro lupi e cani selvatici
◗
LA PROPOSTA. Sostenuta in Parlamento da Monica Faenzi La Faenzi propone una legge, la Lav dice no
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il deputato del Pdl Monica Faenzi, relatore nella Commissione agricoltura della Camera, ha recentemente presentato un rapporto nel quale si evidenzia l'incremento dei danni da fauna - in particolare alle greggi - e la necessità di procedere agli abbattimenti di cani inselvatichiti e lupi ibridi, richiesta avanzata da tempo da molti allevatori della provincia di Grosseto. Ieri la Faenzi ha confermato che in Parlamento si lavora ad una proposta di legge tesa a favorire questa soluzione, visto che proprio i randagi sono responsabili di gran parte dei danneggiamenti. «Raccogliamo così un grido di allarme di allevatori esasperati - spiega - scongiurando la tendenza a farsi giustizia da soli». Secondo la Faenzi sarebbero infatti eccesive le attuali tutele per i cani inselvatichiti, superiori addirittura a quelle previste dalla Convenzione di Berna e dalla legge 157 per i lupi. Immediata la presa di posizione della Lav. «La relazione a cui fa riferimento la Faenzi - scrive Giacomo Bottinelli, presidemte provinciale della Lega antivivisezione - è inesatta. L'incremento dei danni è dovuto all'aumento dei prezzi alla produzione e non all'entità del danneggiamento. Non è vero, quindi, che l'impatto degli animali su coltivazioni e allevamenti è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni». Per la Lav quella della "caccia al cane" è una proposta assurda, segno di una cultura violenta. «Siamo sicuri che sarà osteggiata in primis proprio dal Governo e da una maggioranza trasversale in Parlamento - aggiunge - Peraltro non si capisce come, prima dello sparo, si possa distinguere un lupo da un ibrido». «I cani randagi - conclude Bottinelli - sono protetti dalla legge italiana e non è in alcun modo possibile abbatterli, se non a cura di un veterinario, in maniera eutanasica e solo se malati e incurabili. È sconcertante che un membro del Parlamento eletto dal popolo arrivi a pronunciare parole di tale gravità. La prevenzione di eventuali danni alle greggi va fatta attraverso il controllo della popolazione canina randagia come previsto dalle norme in materia, cioè con politiche di sterilizzazione e registrazione in anagrafe, nonché di verifiche sul corretto comportamento dei proprietari - spesso gli stessi allevatori - colpevoli di lasciar vagare i propri cani senza alcun controllo per poi lamentarsi dei danni inflitti ad altri animali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
