Il dolore
Oltre un'ora da Follonica a Grosseto
Guido Fiorini (5/fine)
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GROSSETO EST. La freccia indica il cartello che imporrebbe l’uscita obbligatoria alle autobotti FOLLONICA. La Vecchia Aurelia nella zona artigianale è già molto trafficata adessoA nord la vecchia consolare sarà la complanare, fra case, paesi e scuole
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GROSSETO. Nel progetto del 2008, ormai cestinato, il tratto di autostrada fra Grosseto e Follonica era libero. Senza pedaggio. Questo perché i lavori da fare sono davvero pochi, di fatto l'Anas regala a Sat una strada già pronta, ma anche per evitare che il traffico non pagante, stimato dalla stessa Sat in 7500 auto al giorno, si riversi sulla Vecchia Aurelia, trasformata in complanare senza alcun lavoro aggiuntivo. E proprio su questa, come vedremo in questa quinta e ultima tappa del viaggio "sul progetto" della Tirrenica, ci sono i problemi maggiori, in quanto passa dentro a città, paesi e frazioni, fre la case e accanto alle scuole, in zone abitate in cui i volumi di traffico previsti sono superiori a quelli di trent'anni fa quando, per le emergenze e gli incidenti continui, si decise di realizzare l'attuale 4 corsie. Ora, di fatto, si torna a quella situazione. Da Grosseto verso nord. Vale la pena, però, ripartire qualche km indietro, dal sinuoso viadotto che aggira Grosseto, sulla golena dell'Ombrone. Perché già qui ci sono i primi problemi. In pochi lo sanno, ma quando fu realizzato, una delle prescrizioni all'Anas fu di realizzare un sistema di canalette per convogliare le acque di scarico del viadotto stesso in una cisterna, evitando la dispersione nel terreno. Questo perché nella grande ansa del fiume, nella zona chiamata "fiume morto", sotto la Grancia, ci sono i pozzi dell'acqua potabile della città. Così, in caso di incidente con un autobotte con carico pericoloso, non ci sarebbe stato rischio di contaminazione. L'Anas però non ha mai fatto i lavori, ma si è limitata, tanto per evitare problemi, a piazzare cartelli di divieto di transito alle autobotti, uno a Grosseto Est, uno a Grosseto Sud. Nessuno li rispetta, ma le due uscite obbligatorie ci sarebbero. È chiaro che al momento che il viadotto diventerà autostrada, senza alcun lavoro, almeno queste canalette, ora non previste nel progetto, andranno fatte. Grosseto-Follonica. In questo tratto la 4 corsie è (quasi) un'autostrada. Sarà solo leggermente allargata (da 21 a 24 metri), per realizzare le corsie di emergenza. Il progetto prevede l'allargamento a destra e a sinistra, "mangiando" anche molti vigneti di pregio, mentre la Provincia chiede che si sfruttino quasi ovunque solo i terreni salendo a sinistra, lato ferrovia, dove al 90% sono incolti. A Braccagni sarà necessario anche un adeguamento idraulico, perché già adesso i terreni nella zona del Madonnino tendono ad allagarsi, in quanto l'Aurelia, mal progettata, è come una diga. I problemi vengono dalle tre gallerie di Follonica, che resteranno come sono, senza corsia di emergenza e dal mancato adeguamento della viabilità a servizio delle zone industriali del Madonnino e del Casone. Rispetto al progetto del 2008, inoltre, sono state cancellati i lavori di adeguamento delle strade per i porti di Castiglione, Punta Ala e Puntone. Da Follonica Nord a scendere. Ma i veri guai nascono sulla complanare. Che poi è la Vecchia Aurelia progettata dai Romani, quella dove fino all'inizio degli anni '80, per il traffico, c'erano decine di incidenti ogni anno. Partiamo dai tempi di percorrenza: da Torre Mozza a Grosseto Nord, stando nei limiti, ci abbiamo messo oltre un'ora. Del resto a Follonica la Vecchia Aurelia è ormai strada a servizio della città, la vera tangenziale. Qui il traffico è già caotico adesso, c'è da immaginarsi cosa accadrà con 7000 auto in più al giorno. Dal Bivio Rondelli in poi, a fianco della zona artigianale, con decine di mezzi pesanti in movimento, diventa anche più stretta. E verso il Casone si aggiungono anche i Tir che arrivano dalla zona industriale. Scarlino e Gavorrano. La "complanare" entra poi in Scarlino Scalo, in mezzo alle case della frazione, dove il piano regolatore del Comune prevederebbe anche altre case a monte e costeggia la zona artigianale. Quando arriva a Gavorrano il sovrappasso è stretto, ma non sarà modificato. Qui la Vecchia Aurelia adesso cambia volto, perché diventa, per larghi tratti, strada tranquilla, con pochissimo traffico. Non sarà così quando avrà migliaia di auto al giorno, dentro frazioni come Potassa, i due nuclei di Bivio Ravi o accanto alla zona artigianale di Caldana. A Grilli la strada taglia in due il paese e aggira, con una curva che è come un abbraccio, la scuola materna della frazione gavorranese. Da Gavorrano verso Grosseto. Passati Grilli e la Fattoria del Lupo, dove ci sono due curve molto strette, ci si trova di fronte a uno dei principali problemi di questo tratto, il ponte della Magia. Questo ponte, nato in origine solo a servizio della ferrovia, è stato trasformato in sottopasso stradale della ferrovia stessa, per eliminare il passaggio a livello, sfruttando gli archi che già aveva. Ma essendo basso, sono state scavate due corsie laterali, riservate ai mezzi pesanti. Il problema è che bastano tre gocce in più, siamo accanto al canale Sovata e al Bruna, perché queste corsie si allaghino: si accende il semaforo e i Tir non passano. Adesso se ne contano una decina al giorno. Quando questa sarà complanare si rischia il blocco del traffico. Ecco che qui la Provincia chiede un viadotto, non previsto dal progetto, anche perché questo è l'unico attraversamento della ferrovia, quindi l'unico collegamento con lo svincolo di Giuncarico dell'autostrada. Da qui, poi, la Vecchia Aurelia passa a fianco del Madonnino e si infila nell'abitato di Braccagni, da dove le 7500 auto al giorno raggiungono Grosseto. Per attraversarla, mescolandosi così al già caotico traffico cittadino.
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