Il Tirreno

Grosseto

La carica dei docenti del sud

Elisabetta Giorgi
La carica dei docenti del sud

Pubblicate le graduatorie: il 95% delle domande viene da fuori provincia

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GROSSETO. Circa 80 tagli tra docenti e custodi, classi "pollaio" sovraffollate. Posti a rischio per le supplenze, laboratori spazzati via, e non ultima la partita delle graduatorie "riaperte" su cui si affaccia un esercito di precari dal sud. Percentuale bulgara: di circa 700 domande da chi aspira a un ruolo da maestro o professore, il 95% dei nuovi inserimenti nelle graduatorie provinciali grossetane proviene da Caserta, Napoli o Salerno. "Maria Rosaria", "Assunta", "Carmela" e centinaia di colleghe, in forza di superpunteggi maturati nelle interminabili attese nel sud Italia, riempiono le 20 graduatorie maremmane (triennali fino al 2014) della scuola dell'infanzia, media e superiore.

Il dato emerge dall'elenco definitivo del personale docente diffuso ieri dall'ufficio scolastico di Grosseto, che alla voce "trasferimenti 2011" scopre un dato: chi cerca un posto in Maremma viene per lo più dal sud. «Difficile quantificare precisamente i numeri - spiega Stefano Rosini (consigliere comunale Idv e coordinatore dei precari per la Cgil) - anche perché ci sono alcuni docenti che, avendo più abilitazioni, sono inseriti in più classi di concorso.

Aspettiamo le cifre ufficiali che saranno lette dall'ufficio scolastico provinciale grossetano e dai sindacati che prima delle convocazioni di settembre avranno il numero esatto per valutare la consistenza della nuova graduatoria». Proprio a settembre infatti il ministero e il Csa, in base alle risorse disponibili per la scuola pubblica, potranno dare un nome e un cognome a insegnanti tagliati o assunti. Solo allora si saprà chi potrà spuntarla e conquistarsi una cattedra a Grosseto.

Letta con quella percentuale bulgara, la graduatoria non è un unicum in Italia ma l'effetto naturale della manovra ministeriale, che dopo quasi due anni di contenzioso pochi mesi fa ha deciso di inserire diverse migliaia di supplenti italiani (quasi tutti meridionali) "a pettine" nelle graduatorie provinciali italiane, dove prima si trovavano "in coda". La partita è iniziata due anni fa, quando si sono aggiornate le graduatorie scolastiche. Le liste provinciali di merito sono state congelate ma a tutti è stata data la possibilità di scegliere altre tre province oltre alla propria, in "coda".

Centinaia di docenti meridionali, quelli con i punteggi più alti, si sono rivolti al Tar che a giugno 2009 ha dato loro ragione e a ottobre dello stesso anno si è pronunciato il Consiglio di Stato: le graduatorie in coda sono diventate incostituzionali. A febbraio 2011 arriva la sentenza della Corte costituzionale, che dichiara illegittime le "code". Così il ministero ha corretto il tutto e inserito il meccanismo a "pettine" (quello attuale) in base al punteggio, e molti di coloro che erano in fondo alle liste, in base al meccanismo di prima, se titolari di un punteggio alto sono schizzati in testa.

Lo scorso aprile Stefano Rosini lanciò l'allarme. «Con questo sistema tra non molto la piazza grossetana si colonizzerà di colleghi provenienti da ogni parte d'Italia. E centinaia di quelli della provincia che avevano buone possibilità di passare in ruolo potrebbero non riuscirci più e perdere il lavoro per i trasferimenti di colleghi da aktre parti d'Italia». Rispetto a quella profezia, oggi, Rosini corregge il tiro.

«Alla fine nessuna nessuna rivoluzione nelle graduatorie, ma solo perché i nuovi inserimenti saranno pochi» e perché nella guerra tra poveri c'è poco spazio anche per i nuovi arrivi. «Restiamo comunque per il congelamento: graduatorie bloccate e niente più trasferimenti. La scelta della provincia dev'essere definitiva».

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