La manifestazione
Gli ambientalisti vanno allattacco sullimpianto della Solemme a Monterotondo
«Atti illegittimi della Provincia»
Alfredo Faetti
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MONTEROTONDO. La Solemme Chiedono l'annullamento del procedimento in autotutela
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MONTEROTONDO. Procedure illegittime, iter sbagliati e richieste di annullamento. Gli ambientalisti di Monterotondo vanno all'attacco della Provincia sull'impianto di compostaggio della Solemme. I comitati entrano nelle viscere della burocrazia e svelano passaggi errati per cui adesso chiedono la sospensione. Parlano di "acqua cotta" gli ambientalisti, una metafora gastronomica per descrivere l'azione del governo di Palazzo Aldobrandeschi. Secondo loro, «si è pensato che elaborando in un unico contenitore più passi procedurali si potesse raggiungere un risultato ottimale, ovviamente a prescindere dalle normative e dagli obblighi di trasparenza e informazione». Partiamo con ordine, perchè la materia è complessa. Per trovare l'inizio di questi iter ora sotto accusa, dobbiamo tornare al 2008, quando venne fatta partire la prima Via (Valutazione d'Impatto Ambientale) sul progetto di ampliamento per l'impianto di compostaggio di rifiuti che fa capo alla società Solemme. La prima, perchè poi, nel 2010, come raccontano gli ambientalisti, ce n'è stata una seconda. E questo è il primo nodo che viene al pettine. «L'avvio del procedimento della verifica di assoggettabilità a Via, effettuato ad agosto 2010, è viziato dall'esistenza di una pregressa procedura di Via del 2008, mai conclusa e allora viva e vegeta». Un conflitto, tale da impedire il proseguimento dei due atti, portato alla luce non solo dai comitati, ma anche dal difensore civico regionale. In questo modo, «ad ottobre 2010 la Provincia, messa alle strette, decide una "sospensione" della verifica, chiedendo a Solemme una decisione. Ossia, invece di annullare quel procedimento per evidente errore procedurale, si inventa una sospensione per cause estranee e senza definizione di durata, ambedue decisioni illegittime». In questo contesto di «procedura sospesa», come la chiamano gli ambientalisti, «la Provincia acquisisce da Solemme delle anomale "integrazioni volontarie" al progetto e relativi pareri in merito da parte di Arpat e Asl9». Un «abuso procedurale» secondo il comitato, considerato che «la procedura di verifica non prevede alcun tipo di integrazioni». Così arriviamo al 2011. Ad aprile per la precisione, tanto è durata la sospensione, per un totale di «176 giorni, invece dei 60 al massimo previsti». Ed è stato proprio ad aprile che la Provincia «segnala agli interessati che decorrono 30 giorni per presentare eventuali osservazioni, badando bene a non indicare le modifiche ed i documenti inseriti nel frattempo, in pratica impedendo la trasparenza». A questo punto le date sono scandite: il 1 giugno «la giunta si riunisce e delibera di non sottoporre il progetto a procedura di Via in quanto non risultano impatti tali da richiederne la necessità» e per questo il 12 luglio il difensore civico regionale «chiede chiarimenti alla Provincia circa le numerose anomalie rilevabili in questo procedimento». Il prossimo passo? «Il coordinamento provinciale delle associazioni e comitati ambientalisti ha presentato ufficiale richiesta di annullamento in autotutela della delibera per i vizi rilevati».
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