Il Tirreno

Grosseto

Un anno per la morte di Ciro

Federico Lazzotti
<b>TRAGEDIA SULLA SCANSANESE </b>Al centro Ciro Cosmo, 15 anni Accanto gli amici al funerale e l&#146;Audi A3 dell&#146;incidente
◗
TRAGEDIA SULLA SCANSANESE Al centro Ciro Cosmo, 15 anni Accanto gli amici al funerale e l’Audi A3 dell’incidente

Patteggia in Tribunale l'automobilista che investì il quindicenne

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Gli amici chiedevano «silenzio e giustizia» seduti a terra davanti alla chiesa di Roselle prima del funerale. In quelle facce abbassate come saracinesche sul mondo dei grandi si leggevano rabbia e dolore, si alternavano lacrime a un ghigno di sfida.  Ciro Cosmo, sedici anni ancora da compiere, studente del Commerciale, era morto la sera prima in un incidente stradale mentre rientrava a casa in sella al suo scooter. «Mamma, parto adesso dal centro, arrivo tra cinque minuti», aveva detto al cellulare.  Sulla Scansanese "Ciro Black", come si era registrato su Facebook mettendo la foto del suo cane, doveva svoltare a sinistra, verso il podere Lagacciolo e percorrere una strada bianca fino alla villetta dove abitava con mamma, papà e la sorellina. Tra una carreggiata e l'altra, l'impatto con un'Audi A3 che stava andando nella stessa direzione: da Grosseto verso Istia. Tre ore di speranza: il trasferimento in elicottero a Siena. Poi il buio.  A distanza di un anno dalla tragedia il processo ha fatto chiarezza su quello che è successo in quei minuti, ne mancavano pochi alla mezzanotte del 13 luglio.  La sentenza di patteggiamento sta in due fogli numerati dal Tribunale di Grosseto con la sigla 160/11. Si tratta di una condanna nei confronti del conducente dell'auto, accusato di omicidio colposo. «Un anno di carcere e il ritiro della patente per sei mesi. La pena è sospesa», scrive il giudice Valeria Montesarchio nel dispositivo.  Velocità, imprudenza, fatalità? Secondo i rilievi degli agenti della Polstrada coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Coniglio, ad avere una condotta irregolare è stato il conducente dell'auto: troppo forte e troppo in mezzo alla strada rispetto al limite della carreggiata al momento dell'impatto.  Il giorno dopo la tragedia Enzo Giuliani, 33 anni, escavatorista di Pereta non si dava pace davanti alla Questura di Grosseto in attesa di essere interrogato. Quel martedì sera era andato con la fidanzata, a bordo della sua nuova auto, a fare un giro verso Scansano.  «Lei sarebbe partita il giorno successivo - racconta - voleva fare delle foto nel posto dove lavoravo. Ecco perché l'ho portata fin là. Siamo stati un po' alla cava. Poi siamo tornati verso casa». A quanto andavo? «Non superavo i settanta all'ora», rispose ancora sotto choc e dopo una notte insonne, passata a sperare che quel ragazzo che aveva visto cadere sul suo cofano se la fosse cavata.  Secondo i rilievi degli inquirenti però, il trentatreenne andava più veloce rispetto al limite. Scrive il giudice: «procedeva ad un velocità superiore di almeno venti chilometri orari rispetto alla massima consentita in quel tratto di strada che è di 70 all'ora».  C'è un particolare in più che riguarda la guida. Il conducente, infatti, «ometteva di mantenere rigorosamente la destra della careggiata, ma anzi oltrepassava la linea di mezzeria della corsia, non prestando minimamente attenzione alla guida e comunque non avvedendosi della presenza di altri veicoli che impegnavano la stessa corsia di marcia».  Ciro Cosmo molto probabilmente aveva rallentato per girare mentre era in sella al motorino. Nello specchietto non ha avuto nemmeno il tempo di vedere l'Audi A3 invadere la carreggiata e arrivare alle sue spalle prima di travolgerlo. Per il silenzio che è seguito è arrivata la sentenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa