Il Tirreno

Grosseto

Nessuno si è fatto avanti per ristrutturarlo nonostante le richieste. La moglie: solo così potevamo attirare l’attenzione

Sciopero della fame per il Castello

Fiora Bonelli
<b>ABBANDONATO.</b> Il Castello di Triana
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ABBANDONATO. Il Castello di Triana

Iniziativa choc di uno degli abitanti per salvare l'antico forte di Triana

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 ROCCALBEGNA. Sciopero della fame di Ahmet Bachir Diakhate, marito di Claudia Bindi, per salvare il castello di Triana, un piccolo gioiello del comune di Roccalbegna (da cui dista circa 6 chilometri) che svetta sopra un poggio roccioso a occidente del contrafforte montuoso che dal Monte Labbro scende alle valli della Fiora e dell'Albegna.  L'associazione onlus, costituita a difesa dell'antico fortilizio (www.tttonlus.com), ha smosso mari e monti per salvarlo e trovargli una destinazione d'uso, arrivando a rivolgersi anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma nessuno si è fatto vivo con concrete proposte e iniziative.  E allora i due attori che da anni, ormai, combattono una battaglia solitaria per salvare il salvabile, Claudia Bindi e suo marito Bachir, un responsabile politico internazionale, del Senegal che si è innamorato di Claudia e dell'Amiata, hanno pensato di passare alle maniere forti.  Bachir ha iniziato lo sciopero della fame e della sete lo scorso 26 luglio. Due giorni di astinenza da cibo e liquidi, certificati dal medico che ha informato Bachir dei rischi che corre. Una mossa che ha avuto i primi effetti, spiega Claudia Bindi, tanto da convincerlo ad interrompere quello della sete e proseguire, però, quello della fame.  «Bachir - dice - ha momentaneamente sospeso lo sciopero della sete, ma non della fame. Da Siena ci comunicano che partiranno i lavori per il progetto di valorizzazione del Castello di Triana. Ma noi pretendiamo una dichiarazione scritta».  La coppia spera che il castello possa diventare «un distaccamento ministeriale diplomatico», ma anche luogo per ricerche didattiche, per laboratori archeologici. Ma in mancanza di interessamento pubblico, la coppia prova a organizzarvi eventi, come quello che prenderà avvio il 27 agosto e durerà fino al 31 con l' inaugurazione del museo/galleria e laboratorio di arti e mestieri, con orario continuato, cus cus a volontà e buffet multietnico, sfilate, esibizioni. Senza pagare ticket, ma partecipazione solo a offerta facoltativa (info 0564989181- 3393582413 info@tttonlus.org).  Claudia Bindi ricorda di avere contatti e disponibilità per progetti di ripristino con professionisti di grido, col Monte Paschi di Siena. «Nel castello - prosegue - nulla è mai stato ripristinato e rischia l'abbandono. Al momento, Triana è abitata da 9 persone: la mia famiglia e un vecchio maestro elementare che insegnò qui in passato e che ha deciso di restare con la moglie. Siamo un piccolo manipolo, ma siamo riusciti a interessare alla sorte del castello molti personaggi e istituzioni. Il Castello fu fondato nell'800, conobbe il dominio dei conti Aldobrandeschi di Santa Fiora, i quali nel 1388 vendettero il feudo di Triana alla famiglia Piccolomini di Siena, che lo ha posseduto fino al 1962, data in cui, per testamento è stato assegnato alla Società Pie Disposizoni di Siena».  La signora Bindi racconta che il Castello, di proprietà della famiglia signorile dei Piccolomini, contenne per secoli gli archivi storici dei conti, archivi che erano distribuiti a Triana e Pienza, fondata, da Papa Pio II Piccolomini, il Papa più caro all'Amiata.

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