Il Tirreno

Grosseto

Gli Studenti biblici al lavoro Tra i palazzi dell'Alberino sorge il tempio dei Testimoni di Geova

Sara Landi
<b>IL PROGETTO </b>Come sar&agrave; la Sala (al centro) a fine lavori
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IL PROGETTO Come sarà la Sala (al centro) a fine lavori

Un solo piano, 400 metri quadri e un parcheggio ad uso di tutti Cantiere aperto, i "fratelli" prestano la loro opera da volontari

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 GROSSETO. Un nuovo edificio di culto sta sorgendo tra i palazzi dell'Alberino. Sono iniziati il 1ºgiugno i lavori per la costruzione della Sala del Regno dei Testimoni di Geova grossetani che attendono una sede adeguata da oltre trent'anni. Il fabbricato, a un solo piano e per una superficie di oltre metri quadrati, sorgerà in via Spontini.  A pochi passi dal parco dell'Ombrone di via Leoncavallo, in un terreno un tempo del Comune di Grosseto che è stato acquistato dall'associazione Studenti biblici di Grosseto con rogito notarile nel 2008.  L'associazione si è impegnata anche a realizzare l'annesso parcheggio pubblico di 1300 metri quadrati per 34 posti auto complessivi che non servirà solo alle esigenze interne della comunità, le cui adunanze religiose si concentrano prevalentemente nel fine settimana, perché una volta ultimato verrà ceduto al Comune.  Lavori in economia. I lavori del cantiere di via Spontini sono iniziati di fatto da poco ma l'edificio che verrà costruito dagli stessi Testimoni di Geova sta già prendendo forma grazie al contributo degli aderenti che si alternano in squadre, in particolare nel fine settimana. Oltre trecento persone a turno si avvicenderanno nel cantiere per completare la struttura. «Ognuno di noi ha un proprio lavoro - spiega a nome dell'associazione Studenti biblici Marco Zurrida - ma quando siamo liberi veniamo qui e organizzati in squadre costruiamo la nostra Sala del Regno». Un'opera totalmente volontaria e gratuita, in cui ciascuno è chiamato a mettere a disposizione della comunità oltre che il proprio tempo libero le sue competenze. C'è chi di mestiere fa l'idraulico o lavora nell'edilizia ma anche chi, pur facendo tutt'altro nella vita, si presta come semplice manovale. Lavori in economia dunque, ma nel pieno rispetto delle regole sulla sicurezza nei cantieri. «Tutti i volontari - spiega Zurrida - hanno seguito corsi sulla sicurezza e rispettano scrupolosamente le norme in materia».  Autofinanziato. Qualcosa di simile vale per il finanziamento dell'opera: i Testimoni di Geova lo chiamano "il principio del donatore allegro". «Una volta che abbiamo saputo quanto sarebbero costati i lavori - spiega Zurrida - abbiamo chiesto a ogni fratello di indicare, in modo assolutamente libero e anonimo, in che misura avrebbe contribuito al finanziamento dei lavori». Saranno dunque i Testimoni di Geova della Toscana e del Lazio con le loro contribuzioni volontarie a finanziare l'opera: servono oltre 400mila euro per il fabbricato e quasi 100mila per il parcheggio.  Come sarà. Una volta terminato il fabbricato di via Spontini ospiterà due sale, una principale da 160 posti e una più piccola da 68, che consentirà ad esempio in contemporanea al rito che si svolge nella sala principale le adunanze dei gruppi linguistici (spagnolo, russo, rumeno, albanese). Sono previsti inoltre altri spazi tra cui una biblioteca, fondamentale per le attività religiose e di studio biblico, e i servizi igienici. L'edificio verrà anche dotato di un impianto di climatizzazione e acustico. E sul tetto è prevista l'installazione di un impianto fotovoltaico che servirà a contenere le spese di gestione.  Dalla vecchia alla nuova sede. Attualmente (e sin dal 1988) l'associazione Studenti biblici di Grosseto ha sede in via Monterosa e nel corso degli anni sono stati fatti diversi tentativi di trovare un luogo, dicono, «più consono e dignitoso per la nostra comunità». Solo in città tra aderenti e simpatizzanti i Testimoni di Geova sono circa ottocento. A distanza di vent'anni da quel 1988 il loro sogno si è realizzato con l'acquisto del terreno e l'approvazione dello schema di convenzione con il Comune (come da determina dirigenziale 1025 del 2008). Da lì è iniziata la nuova fase, quella della progettazione dell'opera. Che adesso, mattone dopo mattone, sta nascendo all'Alberino. La speranza, dicono, è di poterla inaugurare entro fine anno o al massimo in primavera: la disponibilità dei volontari per concludere i lavori il prima possibile è totale ma come in ogni cantiere ci sono tante variabili in gioco, a partire dalle condizioni meteo.

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di Redazione web