Gioco
Cittadinanza al signore delle stelle «Il successo sta nelle mie radici»
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Capaccioli 2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. L'Amministrazione comunale di Casteldelpiano ha conferito in un consiglio comunale partecipatissimo, alla presenza anche del prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, la cittadinanza onoraria a Massimo Capaccioli, l'astrofisico di fama mondiale, il "signore delle stelle" di Montenero d'Orcia, inventore, fra l'altro, del più potente telescopio del mondo, che spunta a spiare il cielo stellato dal deserto peruviano a Cerro Paranal. Tra l'emozione del presidente della Pro Loco Giuseppe Merisio che ha dato il via all'evento, di quella del sindaco di Casteldelpiano Claudio Franci, dei capogruppo di maggioranza Marcello Rustichini e della minoranza Mariella Frediani, l'assessore alla cultura Cinzia Pieraccini che ha coordinato l'iniziativa, ha letto le motivazioni del conferimento di una cittadinanza che rende omaggio sia all'eccellenza scientifica del professor Capaccioli, sia all'umanità di un uomo che nonostante lontano anni luce dal paese natale, non ha mai tagliato il cordone ombelicale con la montagna da cui partì bambino. «Solo tenendosi ben strette le origini - ha spiegato l'astrofisico nel ringraziare l'amministrazione - è possibile a ciascuno di noi costruire un percorso di vita» e di seguito ha incantato il pubblico con una lezione su scienza e bellezza, uno fra gli argomenti più intriganti di tutti i tempi. Mentre sotto le stelle di Montenero («il cielo stellato visto dalla Piana del mio paese natale - ha ricordato Capaccioli - è straordinario») scorrevano, sullo schermo bianco a disposizione dello scienziato, immagini delle galassie, delle costellazioni, delle nebulose, il professor Capaccioli affiancava ai tratti e ai colori inventati dalla natura per la volta celeste, quelli di Picasso e di Pollock, di Matisse e Magritte, di Michelangelo e di tutti gli altri che con il loro genio sono andati a toccare l'essenza stessa della bellezza, quella che nel cielo stellato si rintraccia allo stato di natura. E che Capaccioli ha dimostrato di saper leggere e catturare non solo con la lente di un cannocchiale ma anche con l'emozione del poeta. (F.Bon.)
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