Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco: «Le aree ci sono, costruire spetta ai privati»

Cattolici, musulmani, ortodossi Tutti in cerca di nuovi spazi

<b>SINDACO </b>Emilio Bonifazi
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SINDACO Emilio Bonifazi

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 GROSSETO. L'attuale cantiere della futura Sala del Regno va di fatto a riempire un vuoto tra i palazzi della zona Peep dell'Alberino. Lì originariamente era previsto un centro commerciale a servizio del quartiere ma fu in seguito adottata una variante urbanistica per trasformare il lotto in area adibita a luogo di culto. È il passaggio formale che ha permesso nel 2008 l'acquisto del terreno da parte dei Testimoni di Geova e l'inizio dell'iter per la progettazione e le necessarie autorizzazioni edilizie. E le altre confessioni religiose? Con il nuovo regolamento urbanistico si aprono anche nuove possibilità, ma in ballo, sottolinea il sindaco Emilio Bonifazi, non c'è solo la collocazione della moschea. «Tutto ciò che finora è stato costruito a livello di edifici religiosi e di culto in città - osserva Bonifazi - fa riferimento al vecchio piano regolatore Samonà degli anni Novanta». Ebbene, allo stato attuale, considerando anche i "lavori in corso" per la sede dei Testimoni di Geova, tutte le aree destinate al culto ai sensi della vecchia pianificazione sono state esaurite. «Il nuovo regolamento urbanistico che sostituisce il vecchio piano regolatore - spiega ancora il sindaco - ha previsto nuove aree che potranno essere destinate a luogo di culto». Si tratta però di terreni privati quindi, dice Bonifazi, «sta all'iniziativa della singola confessione religiosa, qualunque essa sia, l'acquisto del terreno. Su questo occorre chiarezza: sono tante le confessioni religiose che nel tempo hanno fatto richiesta al Comune per avere un proprio luogo di culto ma il Comune può solo prevedere con i propri strumenti urbanistici delle aree dove queste strutture possono sorgere, non chi le occuperà. Nelle aree previste dal nuovo regolamento urbanistico per il culto non ci sono terreni pubblici quindi non si può ricorrere al bando». In lista di attesa, ricorda Bonifazi, «ci sono la Chiesa cattolica ma anche la comunità islamica, quella ortodossa (cui la Diocesi di Grosseto ha concesso l'uso della chiesetta di San Pietro in Corso Carducci, ndc.) e la Chiesa evangelica battista di via Piave». Le aree destinate a ospitare nuovi luoghi di culto sono previste al Casalone, a Casalecci e nelle zone di via Marocco e via Lago di Varano. S.L.

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di Redazione web