Il Tirreno

Grosseto

Caos Pd, l'assessore sbatte la porta

 Paolo Mastracca
<b>DIMISSIONARIA.</b> Diva Bianchini
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DIMISSIONARIA. Diva Bianchini

La scossa dell'ex vicesindaco di Pitigliano Bianchini in una lettera «Scelte non condivise, rimpasti a comando e tesseramento da rivedere»

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 PITIGLIANO. Il Pd di Pitigliano nella bufera. La decisione presa dall'ex vicesindaco ed attuale assessore al lavoro, al turismo ed al commercio Diva Bianchini di uscire dal gruppo consiliare del Pd crea non pochi grattacapi all'interno dei Democratici pitiglianesi. Bianchini ha reso pubblica la sua decisione spiegando sostanzialmente che il Partito nel quale continua a militare è gestito a Pitigliano con poche riunioni e con decisioni prese a senso unico. Se non è un punto di non ritorno poco ci manca, anche se lei spiega di «aver voluto rendere noto questo stato di cose con l'obiettivo e la speranza di fare chiarezza». Secondo l'ex vice sindaco le problematiche nel Pd di Pitigliano sono iniziate a fine 2009: «In quel periodo si è dimessa la prima segretaria dell'unione comunale del Pd. Il nuovo segretario è stato eletto dai pochi partecipanti all'assemblea fondativa dell'unione comunale insieme a cinque consiglieri comunali». Bianchini parla anche di «un tesseramento per il 2010 fatto senza mandare una comunicazione scritta a tutti gli iscritti. Successivamente non si è voluto ascoltare chi ha richiesto la nomina di un piccolo gruppo che affiancasse il segretario nella gestione del partito, tutte scelte che hanno contribuito a far perdere 200 voti alle regionali del 2010 rispetto alle europee di dieci mesi prima». La Bianchini parla anche di «rimpasti di giunta e redistribuzione di deleghe agli assessori con percorsi mai aperti e non condivisi con la maggioranza del Partito, tutto ciò gestito dal capogruppo del Pd e dal segretario». La Bianchini non risparmia neanche un'ulteriore stoccata: «nell'ultimo congresso il segretario uscente ha letto i nomi dei componenti di una lista definita unitaria, mentre avrebbe dovuto chiamarla semplicemente lista unica». Passaggi molto critici che spalancano un solco enorme verso il gruppo dirigente del Partito che non sarà semplice colmare. Se a questo aggiungiamo che nella prossima primavera Pitigliano sarà interessato dal voto amministrativo è fin troppo facile tirare la conclusione che il Pd rischia di presentarsi all'appuntamento elettorale in maniera lacerata.

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