Il Tirreno

Grosseto

Choc per la morte dell’ex portiere del Milan e della Fiorentina stroncato da malore

Punta Ala piange Pazzagli

Enrico Giovannelli
Punta Ala piange Pazzagli

I medici hanno provato a rianimarlo per più di un'ora

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PUNTA ALA. Ha lasciato increduli ieri la notizia della morte, forse per una crisi cardiaca, del calciatore Andrea Pazzagli a Punta Ala. Da molti anni Pazzagli aveva scelto quest'ultima come luogo ideale per le vacanze.  Fiorentino, 51 anni, Pazzagli è stato un ottimo portiere, cresciuto nelle giovanili della Fiorentina. Aveva giocato nel Perugia e nell'Ascoli prima di difendere la porta del Milan dell'era Sacchi, vincendo anche una coppa campioni e due coppe Intercontinentali, per poi chiudere la carriera da professionista con il Bologna, la Roma e poi nel Prato in C1.

Aveva allenato i portieri collaborando con la Fiorentina e il Milan. Aveva passato la serata di sabato al bagno la Vela insieme ai familiari e ai figli ed era rincasato a Poggio le Mandrie.  Ieri mattina però, intorno alle 7, l'ex portiere ha avvertito un malore. La chiamata al 118 e l'intervento della Misericordia, che nel periodo estivo è di stanza nella frazione castiglionese, sono stati immediati. Gli operatori si sono subito attivati usando anche il defibrillatore per circa un'ora, provando tutte le tecniche di rianimazione, mentre sopraggiungeva anche il medico da Follonica, ma il cuore dell'ex portiere non è più ripartito.  La notizia della morte ha fatto il giro della comunità in brevissimo tempo. Andrea Pazzagli in questi anni aveva stretto ottimi rapporti con gli abitanti di Punta Ala. Tutti lo conoscevano e apprezzavano soprattutto per le doti umane e di sensibilità: molto alla mano, affabile e cordiale, non si negava mai con nessuno.  Tra le sue passioni c'era anche la musica: apprezzato cantautore, il suo ultimo album, "Spero che esistano gli angeli", era stato premiato da Mogol con un diploma ad honorem per i contenuti.  Lo sportivo lascia la moglie e tre figli, il più piccolo di 8 anni mentre Edoardo, 22 anni anche lui portiere, proprio in questi giorni è rientrato in Fiorentina. 

Andrea Bindi del bagno Sporting lo conosceva bene, e ancora non crede alla tragedia: «Era una personale solare - racconta - che frequentava le nostre spiagge da tempo. Andava di solito al bagno la Bussola, ma ormai insieme alla moglie e ai tre figli era diventato un amico. Specialmente l'estate viveva Punta Ala e la frequentava. È incredibile. La notizia della sua improvvisa morte ci ha lasciato senza parole e sgomenti. Era ancora un bell'atleta, e niente faceva pensare a una cosa del genere».  Punta Ala nel corso degli anni è stata scelta come "buen ritiro" da molti calciatori. Il primo a inaugurare il filone è stato Dino Zoff, ma altri atleti importanti lo hanno seguito come Luigi Apolloni (anche lui ha comprato una casa nella frazione castiglionese), e ultimamente anche il fuoriclasse Antonio Cassano, che prima di riprendere gli allenamenti con il Milan aveva passato alcuni giorni di relax in questa zona, coi suoi familiari. 

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