Sicurezza
Sulle tracce dei topi d'appartamento
Furti in casa cresciuti del 20%, ecco le bande che si muovono per la Maremma
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GROSSETO. La banda delle ville lavora in zone isolate e colpisce anche di giorno, quella che manomette la toppa della serratura preferisce i complessi residenziali, mentre i componenti della banda delle auto mirano alle macchine di lusso e nel frattempo arraffano quello che trovano cercando le chiavi per poi lasciare la villa o l'appartamento sopra un Suv com'è accaduto tra sabato e domenica scorsa a Marina di Grosseto. Poi ci sono quelli che gli investigatori chiamano «i cani sciolti», come il ladro pizzicato lunedì notte sul retro dell'hotel Sabrina a Castiglione, o il giovane denunciato la settimana scorsa mentre cercava di imbarcarsi dal porto di Bari con la refurtiva rubata in alcuni ristoranti di Massa Marittima nascosta nella ruota di scorta. L'allarme sicurezza in Maremma nasce soprattutto da un dato confermato dal comandante provinciale dei carabinieri Rocco Carpenteri: nel grossetano i reati sono in calo ad eccezione dei furti in appartamento che, al contrario, sono cresciuti rispetto all'anno precedente del 20%. Colpa, principalmente, delle tre presunte bande (possibile che sia sempre la stessa?) che da dicembre ad oggi hanno messo a segno centinaia di furti per milioni di euro di bottino tra soldi, gioielli e auto. Anche per gli investigatori andare sulle loro tracce vuole dire prima di tutto classificarli, sapere come si muovono, se hanno una base qui oppure vengono da fuori e dove piazzano la refurtiva. È quello che hanno fatto e stanno facendo gli investigatori negli ultimi mesi a cominciare dalla banda delle ville. Sulle loro tracce polizia e carabinieri sono arrivati la notte di venerdì 4 febbraio quando i malviventi cercarono di mettere a segno l'ennesimo colpo a Valle Rotana, sopra Roselle. Travisati e armati entrarono ma i proprietari li misero in fuga. Gli stessi proprietari trovarono nell'oliveto alcune tracce: un passamontagna con dei capelli e un frullino che consegnarono ai carabinieri raccontando anche di aver visto un furgone fuggire. Delle analisi di laboratorio si è occupato il Ris di Roma, ma per il momento - ammettono gli inquirenti - non ci sono riscontri. Se c'è un marchio di fabbrica sui furti, il più evidente è quello messo in atto dai ladri che forzano la serratura svitando la toppa e spingendola verso l'interno. «Con la stessa tecnica - ricorda un militari - nel marzo scorso hanno svaligiato quattordici appartamenti in una notte nel residence Le Dune portando via oltre 25 mila euro tra soldi e gioielli». Con la stessa tecnica hanno visitato decine di altri appartamenti sempre tra Marina e Principina fino all'inizio dell'estate quando i colpi si sono ridotti. Al loro posto è comparsa quella che appare l'organizzazione più strutturata - anche a detta degli investigatori - mai vista in Maremma negli ultimi anni. «Non è escluso - confidano i militari - che siano parte di un'organizzazione». La banda delle auto ha già colpito una ventina di volte nell'ultimo mese lungo il litorale. Gli ultimi tre furti la settima scorsa a Marina quando sono scappati su un Porsche Cayenne, un Volkswagen Tuareg e un Bmw. La chiave per risalire ai componenti della banda sta nella scia di pneumatici, benzina e rete autostradale che i malviventi lasciano dietro di loro e che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Gli inquirenti sono certi che dopo il furto le macchine sfreccino verso sud. Dal satellitare di una delle auto rubate, infatti, è stato possibile risalire a parte del percorso che hanno compiuto. Dopo aver lasciato la Maremma il Suv si sarebbe diretto verso Roma, a una velocità folle avrebbe affrontato il raccordo anulare. Il secondo elemento riguarda il luogo nel quale alcune delle macchine rubate in provincia di Grosseto sono state ritrovate incidentate e abbandonate, a Lagonegro in Basilicata. Due le certezze di chi è sulle loro tracce il numero: 3. E l'origine: stranieri.
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