Il Tirreno

Grosseto

Nucci, spunta un testimone

Elisabetta Giorgi
Nucci, spunta un testimone

L'amico: «Un signore lo vide a Giuncarico dopo la scomparsa»

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Il destino di Daniele Nucci - scomparso da Braccagni il 1º maggio - è un percorso di sentieri incrociati. Le sue tracce non si perdono più nella casa dove abitava con la moglie Barbara e i figli. In queste ore si è scoperto un testimone che l'ha visto per ultimo dopo che Nucci lasciò l'appartamento alle 5,30 del 1º maggio. E per un singolare incrocio temporale quest'avvistamento coincide con l'ultima telefonata fatta al suo amico.

È il 1º maggio alle 5,30 quando Daniele lascia la sua casa, e sono passati 5 minuti quando chiama l'amico Alessandro Martellini di Braccagni, a cui confida di voler suicidarsi. In quei pochi minuti al cellulare, finora considerati l'ultimo contatto col mondo, c'è un testimone inconsapevole che lo vede telefonare senza saper niente di quanto succede, e che in questi giorni ha reso la sua testimonianza ai carabinieri. Una deposizione forse non cruciale per le indagini, ma che rappresenta l'ultima traccia di un uomo scomparso.

A riferirlo è lo stesso Martellini, l'amico che si porta in cuore il macigno del confidente "terribile", che lo cerca giorno e notte in boschi impervi. Alessandro lo conosce fin da piccolo e non accetta la morte. Si aggrappa a ogni ramo ricordando la telefonata fatta da Giuncarico (come hanno rivelato le indagini sulle celle agganciate): «Erano le 5,30 quando Daniele mi disse che sarebbe andato a fare quel che aveva detto ovvero imbracciare il fucile», un automatico della Benelli. Da allora più niente fino all'ultima traccia. Una svolta (anche se piccola) capitata domenica scorsa quando Martellini sente da un amico «alcune chiacchiere. A Giuncarico c'è un uomo che dice di aver avvistato il 1º maggio Daniele. A quel punto vado da lui. Ci parlo e mi faccio raccontare la storia. Lui mi racconta che all'alba era uscito di casa per andare a lavoro e che era passato ai bordi della strada provinciale che va dalla stazione di Giuncarico a Giuncarico, dove aveva trovato un signore fermo in un parcheggio, sceso dall'auto e appoggiato al guard rail. Lo vede al telefono, e in effetti a quell'ora stava telefonando a me». I dettagli lo identificano in tutto. Pantaloni militari e maglietta scura, barbetta incolta da 2-3 giorni. E soprattutto "Giuncarico", il luogo in cui era stata identificata la cella. «A quel punto gli chiedo se può fare la testimonianza e lui annuisce. Lunedì mattina è andato in caserma dai carabinieri». Ora le ricerche proseguono. Il 10 agosto sarà una giornata speciale, dedicata a lui: tutti sollecitati a dare una mano. Gli inviti corrono su facebook dov'è stato aperto il profilo "Riprendiamo le ricerche", e Braccagni si sta mobilitando.

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