Il Tirreno

Grosseto

Al centro della conferenza organizzata dal Prc i tagli dell’Asl a Castel del Piano

Bufera sulla sanità pubblica

<b>BUFERA </b>Sui servizi all&#146; ospedale di Castel del Piano
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BUFERA Sui servizi all’ ospedale di Castel del Piano

Accuse e lamentele sul servizio di pronto soccorso

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 CASTEL DEL PIANO. Sull'Amiata serve la valigia sempre pronta per nascere, curarsi e morire. Questo è quanto è emerso dal convegno sulla sanità organizzato da Rifondazione Comunista a Castel del Piano con l'assessore regionale Salvatore Allocca in testa e poi sindaci, presidente Comunità Montana, opposizioni, medici e personale infermieristico e tecnico del nosocomio casteldelpianese. E soprattutto la gente, che voleva raccontare le proprie esperienze, l'emarginazione, il declassamento di cui oggi soffre la sanità amiatina. Colpa della politica di tagli governativi, si affannavano a sottolineare quelli di Rifondazione, mentre l'assessore Allocca "volava alto", tracciando ragionamenti sulle filosofie, sulle economie, sui budget, sulle strategie.  Ma la gente non ci stava interrompendo e rumoreggiando alle disquisizioni di Danielle Vangeri, della segreteria dl Prc che presentava discorsi che ricadevano troppo lontani dagli interessi e dalle problematiche delle persone. I politici locali e la gente volevano parlare delle cose di casa loro. Lo hanno fatto con toni diversi i sindaci Claudio Franci e Emilio Landi e le opposizioni come Sandro Ginanneschi e Marcello Bianchini o Graziella Ulivieri. Lo hanno fatto gli ospedalieri, come Ferruccio Lorenzoni. Lo ha fatto Giuseppe Merisio di Prc in apertura di convegno. Quello che è risultato è il seguente quadro: a Casteldelpiano, depauperato da anni di servizi e di offerta: non c'è più il day surgery, da agosto al pronto soccorso non ci sarà più il chirurgo reperibile e forse sparirà l'anestesista. Il pronto soccorso non riesce a trattenere nessuno: più di 1000 viaggi in ambulanza da Casteldelpiano a Grosseto solo per la diagnostica a cui si devono aggiungere tutti quelli del 118. Coi cittadini che spesso, per tornare a casa, devono provvedere di tasca propria. Con risparmi per l'azienda, tutti da verificare, ha detto Ferruccio Lorenzoni e gravi problemi per il malato.  «È un problema serissimo - spiega il sindaco Franci - Non è affidabile così com'è. Senza specializzazioni, con costi altissimi e senza garanzie». E anche Sandro Ginanneschi, della civica di Casteldelpiano, con un intervento appassionato e al vetriolo ha chiesto a gran voce il salvataggio degli ospedali periferici e un pronto soccorso di primo livello. Ed è qui l'inghippo. Questo tipo di pronto soccorso ha bisogno di chirurgo, anestesista, rianimazione, radiologia, laboratorio, 24 ore. Tutta roba che a Casteldelpiano non c'è e difficilmente potrà esserci, nonostante il direttore generale Asl Fausto Mariotti l'avesse promesso un anno fa, ha detto Marcello Bianchini. «Dunque informatevi bene, sul profilo di salute della popolazione, su ciò che veramente serve - ha concluso Erminia Emprin del Prc. Attivatevi come popolazione». (f.b.)

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